Dalle ore 21.00 di giovedì 26 gennaio 2012 alle ore 21.00 di venerdì 27 gennaio 2012 è stato indetto uno sciopero dalle organizzazioni sindacali Or.s.a., Usb, Slai, Cib Unicobas, Snater, Usi, Cub trasporti e Sicobas di 24 ore del personale di Trenitalia e delle Ferrovie Trenord. Durante lo sciopero i treni potranno subire modifiche alla circolazione e soppressioni.
Treni circolanti sulla Rete RFI: sciopero dalle 21.00 di giovedì 26 alle 21.00 di venerdì 27 gennaio 2012. Solo per la giornata di venerdì 27 gennaio 2012 treni garantiti nelle fasce orarie: 6.00 – 9.00 e 16.30 – 19.00.
Treni circolanti su Rete FerrovieNord: sciopero dalle 21.00 di giovedì 26 a fine servizio di venerdì 27 gennaio 2012. Durante la giornata di venerdì, treni garantiti nelle fasce: 6.00 – 9.00 e 16.30 – 19.00.
Più info qui cronacamilano.it.
ATM MILANO LINEE URBANE – A Milano, per i mezzi di trasporto pubblico urbano, sotterraneo e di superficie, l’agitazione è prevista nei seguenti orari:
- dalle 8,45 alle 15,
- dalle 18 al termine del servizio.
- corse garantite: il servizio è quindi garantito da inizio servizio alle 8,45 e dalle 15 alle 18.
martedì 24 gennaio 2012
mercoledì 18 gennaio 2012
L'Inchiesta
Stamattina in stazione sono stata avvicinata da un sondaggista con tesserino Trenord che indagava su alcune proposte per il prossimo (?) futuro. Andava un po’ di fretta (lo pagheranno a cottimo, gli sfruttatori di Trenord?), ma ho compreso che nel questionario si cercava di conoscere il gradimento di un eventuale treno diretto, senza fermate intermedie, Varese-Milano, con prenotazione obbligatoria, tempo di percorrenza 20 minuti, costo puntato al rialzo sui 150 euro mensili.
Quindi domande sul gradimento di un eventuale abbonamento integrato che permetta di utilizzare mezzi diversi di società diverse (non ho ben capito perché eventuale, visto che già c’è: è 'Io viaggio' nelle sue diverse opzioni; e tale doveva essere, almeno secondo la promozione, 'Itinero').
Seguivano altre domande di minore importanza.
Qualcuno di voi è stato intervistato?
Mi domando: non ci sarebbe per caso una VIA DI MEZZO fra lo sfacelo attuale e questo treno del futuro? Non c’è una POSSIBILITA’ INTERMEDIA fra l’ora abbondante attuale e i 20 minuti, o fra viaggiare in piedi, magari pigiati, e l’obbligo di prenotare il posto?
Perché non puntare ad un obiettivo realistico invece di spararla grossa (il progetto dell’unificazione delle stazioni docet) e poi non fare altro che aumentare i costi?
E dopo questa obiezione di fondo, seguono altri inquietanti interrogativi: quanti di questi treni circolerebbero al giorno? Su questo non c’era alcuna indicazione, nemmeno eventuale.
E poi, questo treno superveloce avrebbe la precedenza come in genere ce l’ha l’alta velocità, presumo, il che significa che gli altri treni (sempre i nostri, quelli sui quali presumibilmente continueremo a viaggiare) avranno un concorrente in più sugli stessi binari, a rallentarli ulteriormente.
Certo, si libererà qualche posto, mettendo in conto una discreta migrazione verso questi futuri treni veloci, ma in seguito a questo ci libereremo finalmente anche della prima classe? Però, non so perché, ma non sono tanto convinta che avremo più posti a sedere, comunque.
Infine, non vorrei si creasse una situazione come quella già vigente fra brevi e lunghi collegamenti: se ora per andare da Milano a Venezia impiego 2 ore e 30, devo però mettere in conto altre 2 ore per spostarmi da Varese a Milano; se un giorno da Varese a Milano impiegherò 20 minuti, quanto tempo dovrò mettere in conto per raggiungere la stazione oppure per raggiungere la mia destinazione una volta arrivata a Milano?
Quindi domande sul gradimento di un eventuale abbonamento integrato che permetta di utilizzare mezzi diversi di società diverse (non ho ben capito perché eventuale, visto che già c’è: è 'Io viaggio' nelle sue diverse opzioni; e tale doveva essere, almeno secondo la promozione, 'Itinero').
Seguivano altre domande di minore importanza.
Qualcuno di voi è stato intervistato?
Mi domando: non ci sarebbe per caso una VIA DI MEZZO fra lo sfacelo attuale e questo treno del futuro? Non c’è una POSSIBILITA’ INTERMEDIA fra l’ora abbondante attuale e i 20 minuti, o fra viaggiare in piedi, magari pigiati, e l’obbligo di prenotare il posto?
Perché non puntare ad un obiettivo realistico invece di spararla grossa (il progetto dell’unificazione delle stazioni docet) e poi non fare altro che aumentare i costi?
E dopo questa obiezione di fondo, seguono altri inquietanti interrogativi: quanti di questi treni circolerebbero al giorno? Su questo non c’era alcuna indicazione, nemmeno eventuale.
E poi, questo treno superveloce avrebbe la precedenza come in genere ce l’ha l’alta velocità, presumo, il che significa che gli altri treni (sempre i nostri, quelli sui quali presumibilmente continueremo a viaggiare) avranno un concorrente in più sugli stessi binari, a rallentarli ulteriormente.
Certo, si libererà qualche posto, mettendo in conto una discreta migrazione verso questi futuri treni veloci, ma in seguito a questo ci libereremo finalmente anche della prima classe? Però, non so perché, ma non sono tanto convinta che avremo più posti a sedere, comunque.
Infine, non vorrei si creasse una situazione come quella già vigente fra brevi e lunghi collegamenti: se ora per andare da Milano a Venezia impiego 2 ore e 30, devo però mettere in conto altre 2 ore per spostarmi da Varese a Milano; se un giorno da Varese a Milano impiegherò 20 minuti, quanto tempo dovrò mettere in conto per raggiungere la stazione oppure per raggiungere la mia destinazione una volta arrivata a Milano?
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lunedì 16 gennaio 2012
CRT- Carta Regionale di Trasporto
No, l'ipotesi era errata: richiedendo ora i bollettini si pagheranno al nuovo prezzo, più caro:
"L’abbonamento potrà essere acquistato al prezzo di 250 € sino al 31 gennaio 2012 e utilizzato validamente sino alla scadenza e, comunque, non oltre il 30 aprile 2012.
Dal 1° di febbraio 2012 la tariffa della carta regionale di trasporto intera trimestrale è di 285 €.
Per le richieste di CRT on-line(*) avanzate dopo il 1° gennaio 2012, nel caso di scelta di abbonamento trimestrale, saranno recapitati al proprio domicilio i bollettini riportanti la tariffa di 285 €.
La tariffa della CRT intera annuale rimane invariata a 999 €."
(*) e se non la si richiede on-line?
Meglio allora forse pagare i 99 euro per 'Io viaggio ovunque in Lombardia' se si può evitare di comprarla per il mese di agosto - son sempre 99 euro risparmiati.
"L’abbonamento potrà essere acquistato al prezzo di 250 € sino al 31 gennaio 2012 e utilizzato validamente sino alla scadenza e, comunque, non oltre il 30 aprile 2012.
Dal 1° di febbraio 2012 la tariffa della carta regionale di trasporto intera trimestrale è di 285 €.
Per le richieste di CRT on-line(*) avanzate dopo il 1° gennaio 2012, nel caso di scelta di abbonamento trimestrale, saranno recapitati al proprio domicilio i bollettini riportanti la tariffa di 285 €.
La tariffa della CRT intera annuale rimane invariata a 999 €."
(*) e se non la si richiede on-line?
Meglio allora forse pagare i 99 euro per 'Io viaggio ovunque in Lombardia' se si può evitare di comprarla per il mese di agosto - son sempre 99 euro risparmiati.
domenica 15 gennaio 2012
TUV - Trasporti Urbani Varese
Allarghiamoci anche ai mezzi di trasporto cittadini. A Varese la Tuv pare che salti diverse corse (ultimo caso registrato, linea E venerdì sera verso le sette): bisogna abituarsi alle attese, in alternativa, a volte si fa prima a piedi. Comunque, mi sto abituando. Solo che mi riesce difficile accettare che non si abbia uno straccio di indicazione sugli orari, sui tempi di attesa, sulle coincidenze.
Ci sono fermate dove non c'è neppure affisso l'orario e dappertutto i tabelloni luminosi non sono in funzione ma, assai malconci, pencolano in uno stato di completo abbandono; eccone uno:

La cosa è particolarmente fastidiosa perché, appunto, non si può valutare se conviene attendere oppure andare a piedi; perché agli orari non è affiancata una legenda che spieghi quali sarebbero i giorni in cui, per esempio, vige l'orario feriale ridotto (il sabato? le festività? ma allora forse sarà 'non scolastico', mah); perché sarebbe corretto avvisare quando c'è uno sciopero, evitando che una quantità di persone evidentemente non al corrente della notizia attenda vanamente alla fermata.
Inutile aggiungere che se gli orari degli autobus si accordano con quelli ferroviari è per puro caso e non certo frutto di un tentativo di coordinamento fra mezzi pubblici.
Ci sono fermate dove non c'è neppure affisso l'orario e dappertutto i tabelloni luminosi non sono in funzione ma, assai malconci, pencolano in uno stato di completo abbandono; eccone uno:

La cosa è particolarmente fastidiosa perché, appunto, non si può valutare se conviene attendere oppure andare a piedi; perché agli orari non è affiancata una legenda che spieghi quali sarebbero i giorni in cui, per esempio, vige l'orario feriale ridotto (il sabato? le festività? ma allora forse sarà 'non scolastico', mah); perché sarebbe corretto avvisare quando c'è uno sciopero, evitando che una quantità di persone evidentemente non al corrente della notizia attenda vanamente alla fermata.
Inutile aggiungere che se gli orari degli autobus si accordano con quelli ferroviari è per puro caso e non certo frutto di un tentativo di coordinamento fra mezzi pubblici.
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Gemonio
I binari sarebbero 2, ma uno è stato declassato a binario morto; di fatto, quindi, funziona un solo binario.
La stazione è un involucro vuoto, in restauro (la foto è di dicembre, bisognerà vedere se i lavori sono stati completati e come): no informazioni, no biglietteria, niente.
I ritardi si accumulano: 12 minuti per di qua, 10 minuti per di là, proprio perché c'è un solo binario e il treno parte in ritardo già da Laveno.


Aggiornamento di gennaio 2012:
nonostante il cartello indichi nel 31 dicembre 2011 la data di conclusione dei lavori, la situazione è identica e la stazione è ancora un cantiere (sempre che qualcuno ci stia lavorando, magari sono finiti i soldi). Però non manca il tocco di genio: l'obliteratrice per i biglietti che certo lì non è possibile acquistare.

La stazione è un involucro vuoto, in restauro (la foto è di dicembre, bisognerà vedere se i lavori sono stati completati e come): no informazioni, no biglietteria, niente.
I ritardi si accumulano: 12 minuti per di qua, 10 minuti per di là, proprio perché c'è un solo binario e il treno parte in ritardo già da Laveno.


Aggiornamento di gennaio 2012:
nonostante il cartello indichi nel 31 dicembre 2011 la data di conclusione dei lavori, la situazione è identica e la stazione è ancora un cantiere (sempre che qualcuno ci stia lavorando, magari sono finiti i soldi). Però non manca il tocco di genio: l'obliteratrice per i biglietti che certo lì non è possibile acquistare.

venerdì 13 gennaio 2012
Contestualmente
alle tessere magnetiche ricaricabili sarebbe stato opportuno fornire i controllori di apposite macchinette per verificarle. Evitando così di costringere l'abbonato a portarsi dietro lo scontrino di pagamento, che, come tutti sanno, sbiadisce.
Stamattina due controlli (autobus e treno) da parte di due controllori senza lettore.
Stamattina due controlli (autobus e treno) da parte di due controllori senza lettore.
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giovedì 12 gennaio 2012
Area C
«Durissimo il governatore Roberto Formigoni, che parla di tassa iniqua, mentre il presidente della Provincia Guido Podestà aggiunge che la città - e soprattutto l'hinterland - non sono pronti a reggere il previsto aumento del ricorso ai mezzi pubblici» (“La Prealpina”, 12 gennaio 2012).
Quando le politiche non vanno nella stessa direzione: da una parte un sindaco avvia un provvedimento (si dice più o meno riuscito, ma l’intento è disinquinante) che mira alla riduzione del traffico cittadino, dall’altra altri sindaci e autorità varie che non han provveduto finora e che si lamentano se qualcuno ci si prova. In questa opposizione almeno le parti politiche sono manifestamente avverse (già, perché ci sono sindaci del solito centro-quasi-per-niente-sinistra...) e mi pare mostrino con chiarezza come si configurano le scelte amministrative – e infine politiche – relative alla gestione della città, del territorio e dei servizi e alla tutela della salute e della qualità della vita. Ho estrapolato dall’articolo questa frase perché è una ammissione del disinteresse verso i mezzi pubblici finora perseguito. Se la gente usasse i mezzi pubblici, questi sarebbero al collasso – da ciò si evince una serie di condizioni, premesse e conseguenze: innazitutto che i mezzi pubblici offrono un servizio inadeguato e solo un numero limitato di persone che costoro considerano sfigati ne fa uso; che il provvedimento dell’area C va nella direzione giusta nel raggiungimento dello scopo, dal momento che gli avversari si spaventano pensando al fatto che ora molta più gente userà i mezzi, e quindi se ne deve dedurre che finora sono stati ben contenti se la maggioranza non lo faceva; che pur lamentando a parole gli effetti nefasti dell’inquinamento non abbiano lavorato per potenziare il servizio pubblico, ammettendo ora candidamente la propria negligenza; che l’ecopass non serviva a potenziare i mezzi pubblici (non ne abbiamo mai dubitato, purtroppo), piuttosto a far cassa senza investire alcunché; che non è mai eistito, a dispetto dei tavoli di concertazione, un piano di vera integrazione del sistema dei trasporti, dal momento che “soprattutto l’hinterland” non è grado di far fronte ad una scelta massiva da parte dei potenziali utenti.
Bene, dunque siamo impreparati, ce lo dicono gli stessi che hanno amministrato finora, quindi possiamo proprio credergli.
Quando le politiche non vanno nella stessa direzione: da una parte un sindaco avvia un provvedimento (si dice più o meno riuscito, ma l’intento è disinquinante) che mira alla riduzione del traffico cittadino, dall’altra altri sindaci e autorità varie che non han provveduto finora e che si lamentano se qualcuno ci si prova. In questa opposizione almeno le parti politiche sono manifestamente avverse (già, perché ci sono sindaci del solito centro-quasi-per-niente-sinistra...) e mi pare mostrino con chiarezza come si configurano le scelte amministrative – e infine politiche – relative alla gestione della città, del territorio e dei servizi e alla tutela della salute e della qualità della vita. Ho estrapolato dall’articolo questa frase perché è una ammissione del disinteresse verso i mezzi pubblici finora perseguito. Se la gente usasse i mezzi pubblici, questi sarebbero al collasso – da ciò si evince una serie di condizioni, premesse e conseguenze: innazitutto che i mezzi pubblici offrono un servizio inadeguato e solo un numero limitato di persone che costoro considerano sfigati ne fa uso; che il provvedimento dell’area C va nella direzione giusta nel raggiungimento dello scopo, dal momento che gli avversari si spaventano pensando al fatto che ora molta più gente userà i mezzi, e quindi se ne deve dedurre che finora sono stati ben contenti se la maggioranza non lo faceva; che pur lamentando a parole gli effetti nefasti dell’inquinamento non abbiano lavorato per potenziare il servizio pubblico, ammettendo ora candidamente la propria negligenza; che l’ecopass non serviva a potenziare i mezzi pubblici (non ne abbiamo mai dubitato, purtroppo), piuttosto a far cassa senza investire alcunché; che non è mai eistito, a dispetto dei tavoli di concertazione, un piano di vera integrazione del sistema dei trasporti, dal momento che “soprattutto l’hinterland” non è grado di far fronte ad una scelta massiva da parte dei potenziali utenti.
Bene, dunque siamo impreparati, ce lo dicono gli stessi che hanno amministrato finora, quindi possiamo proprio credergli.
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