di Giorgio Dahò
Con la manovra economica verranno operati tagli consistenti ai contributi statali per il trasporto pubblico. Secondo la Regione Lombardia, un aumento delle tariffe del 50% non sarebbe neppure lontanamente sufficiente per assicurare l'equilibrio economico del sistema e mantenere invariato il livello di servizio attuale. Pertanto, oltre ad aumenti tariffari pesantissimi, sarebbero necessari anche inaccettabili tagli ai servizi. D'altra parte, gli aumenti tariffari ed i tagli ai servizi provocherebbero una forte contrazione dei viaggiatori.
Tuttavia, quella dei rincari e dei tagli sembra essere l'unica ipotesi presa in considerazione dagli assessorati regionali, incapaci di porre in atto riforme strutturali per recuperare risorse e diminuire i costi di gestione.
Per tali motivi, con l'on. Scilipoti stiamo organizzando un'assemblea nazionale dei pendolari a Roma per il giorno
22 settembre 2010
dalle ore 11,00 alle ore 14,00
Roma Piazza S. Claudio 166 - Palazzo Marini 2, in Sala Poli.
Il luogo della riunione si trova a breve distanza dalla stazione Termini.
È possibile contattare la segreteria dell'onorevole al 06 67604225 nella persona del dott. Cuschera.
L'iniziativa è apolitica ed apartitica, nell'ottica di trovare alternative al disastro che si prefigura per i pendolari e per la sopravvivenza delo stesso trasporto pubblico.
Chi fosse interessato, di qualunque regione italiana, e ritiene di poter partecipare o intende comunque manifestare l'adesione all'iniziativa è pregato di dare comunicazione a Giorgio Dahò (giorgio.daho@libero.it) o all'indirizzo cpfl@libero.it.
mercoledì 1 settembre 2010
giovedì 12 agosto 2010
Tangenti, appalti, intercettazioni
Un racconto per l’estate
Sì, i ritardi ci sono anche a ferragosto, con meno treni e meno passeggeri e meno traffico: 12 minuti questa mattina, una media di almeno 5 nei giorni scorsi.
Ma non volevo intrattenere i pochi lettori del PolloNord con le strategie di sopravvivenza del pendolare alle prese con l’orario ridotto, bensì riepilogare una vicenda che ha coinvolto i vertici di LeNord (legati a doppio filo con la Regione Lombardia, come si sa). Una vicenda di tangenti, appalti, intercettazioni.
Qualche indirizzo per amene letture di fine estate.
Ne hanno parlato “il Fatto Quotidiano” e il “Corriere della Sera”: oggetto dell’affare è Isolatua, un «progetto di riqualificazione delle stazioni ferroviarie delle Ferrovie Nord Milano». Secondo quanto è emerso, la dirigenza della società Vienord avrebbe richiesto il pagamento il 30 mila euro e quindi stabilito quello di altri 450 mila per un paio di consulenze pilotate alla Hgp (Holding Gestione Progetti), una società riconducibile a Riccardo Piana e a Flavio Carboni (intercettato a settembre dell’anno scorso mentre parla delle tracce documentali dei pagamenti).
Destinatari dei pagamenti per queste “consulenze” erano Marco Giulio Mazarino De Petro, stretto collaboratore di Formigoni e già condannato in passato in relazione allo scandalo Oil for Food, e Stefano Picotti. Sono proprio le Ferrovie Nord a chiedere di inserire come consulente De Petro.
Probabilmente ad un certo punto qualcosa va storto, perché poi la Hgp viene esclusa dal progetto e l’avvocato della società protesta mettendo nero su bianco i rapporti intercorsi per aggiudicarsi l’appalto. Il piano va in malora.
Ci pensa allora il direttore generale, Giuseppe Biesuz, a fornire una smentita ufficiale nientemeno che a “il Giornale”, prendendo le distanze da quella che sotto tutti i profili sembra proprio una faccenda tutta interna alla gestione del potere in Lombardia e non solo (serve scomodare l’ormai abusato termine di “cricca”?).
Dell'intera storia sul sito di FNM resta solamente un laconico comunicato.
Buone vacanze
ilfattoquotidiano.it (15 luglio 2010)
corriere.it (20 luglio 2010)
pdregionelombardia.it, De Petro e Oil for Food
repubblica.it, Marco De Petro
02blog.it, Oil for Food
ilgiornale.it, Giuseppe Biesuz
MEF, Ministero dell'Economia e delle Finanze. Peter Gomez, Alle Nord tra nuovi amici e vecchi crack ("L'Espresso", 27 novembre 2008)
Report.it, di Biesuz aveva parlato anche Report nella puntata Gli affossatori
fnmgoup.it, news.
Sì, i ritardi ci sono anche a ferragosto, con meno treni e meno passeggeri e meno traffico: 12 minuti questa mattina, una media di almeno 5 nei giorni scorsi.
Ma non volevo intrattenere i pochi lettori del PolloNord con le strategie di sopravvivenza del pendolare alle prese con l’orario ridotto, bensì riepilogare una vicenda che ha coinvolto i vertici di LeNord (legati a doppio filo con la Regione Lombardia, come si sa). Una vicenda di tangenti, appalti, intercettazioni.
Qualche indirizzo per amene letture di fine estate.
Ne hanno parlato “il Fatto Quotidiano” e il “Corriere della Sera”: oggetto dell’affare è Isolatua, un «progetto di riqualificazione delle stazioni ferroviarie delle Ferrovie Nord Milano». Secondo quanto è emerso, la dirigenza della società Vienord avrebbe richiesto il pagamento il 30 mila euro e quindi stabilito quello di altri 450 mila per un paio di consulenze pilotate alla Hgp (Holding Gestione Progetti), una società riconducibile a Riccardo Piana e a Flavio Carboni (intercettato a settembre dell’anno scorso mentre parla delle tracce documentali dei pagamenti).
Destinatari dei pagamenti per queste “consulenze” erano Marco Giulio Mazarino De Petro, stretto collaboratore di Formigoni e già condannato in passato in relazione allo scandalo Oil for Food, e Stefano Picotti. Sono proprio le Ferrovie Nord a chiedere di inserire come consulente De Petro.
Probabilmente ad un certo punto qualcosa va storto, perché poi la Hgp viene esclusa dal progetto e l’avvocato della società protesta mettendo nero su bianco i rapporti intercorsi per aggiudicarsi l’appalto. Il piano va in malora.
Ci pensa allora il direttore generale, Giuseppe Biesuz, a fornire una smentita ufficiale nientemeno che a “il Giornale”, prendendo le distanze da quella che sotto tutti i profili sembra proprio una faccenda tutta interna alla gestione del potere in Lombardia e non solo (serve scomodare l’ormai abusato termine di “cricca”?).
Dell'intera storia sul sito di FNM resta solamente un laconico comunicato.
Buone vacanze
ilfattoquotidiano.it (15 luglio 2010)
corriere.it (20 luglio 2010)
pdregionelombardia.it, De Petro e Oil for Food
repubblica.it, Marco De Petro
02blog.it, Oil for Food
ilgiornale.it, Giuseppe Biesuz
MEF, Ministero dell'Economia e delle Finanze. Peter Gomez, Alle Nord tra nuovi amici e vecchi crack ("L'Espresso", 27 novembre 2008)
Report.it, di Biesuz aveva parlato anche Report nella puntata Gli affossatori
fnmgoup.it, news.
giovedì 5 agosto 2010
Vintage estivo
È un viaggio nel tempo quello che stanno offrendo LeNord in questo scorcio d'estate.
Sono tornati in circolazione i treni d'antan, vecchie anticaglie scalcagnate. Così rumorosi che è impossibile sostenere una conversazione con il vicino, anche spalla a spalla: frastuono della ferraglia in movimento, vetri che vibrano paurosamente e i miseri resti delle tendine, non più assicurate a nessun fermo o aggancio, sgretolato dal tempo, che sferzano i volti. Ad ogni incrocio con un treno che viaggia in direzione opposta si rallenta e quasi ci si ferma, forse una misura precauzionale: la vetustà del convoglio non reggerebbe la forza d'urto dello spostamento d'aria.
Per non dire poi dei ritardi accumulati nel tratto fra Saronno e Milano, a causa dei lavori in corso.
Presso Novate, poi, si vive un momento autenticamente surreale: sballottati su questi antichi convogli, transitiamo accanto ad un Freccia Rossa parcheggiato come a nascondere malamente quei due vagoni distrutti nell'incidente di quattro anni fa che ancora attendono di essere rimossi perché l'inchiesta non è conclusa (!).
Allora ci coglie la consapevolezza di questa parodia ferroviaria, l'affiancamento dei rottami al treno da parata a quello dove siamo scomodamente seduti. E ripensiamo alla scena della pernacchia del vitellone Alberto Sordi, ché pendolari e lavoratori son proprio sinonimi... ecco il treno che non avrete mai! Prrrrrrr!

Sono tornati in circolazione i treni d'antan, vecchie anticaglie scalcagnate. Così rumorosi che è impossibile sostenere una conversazione con il vicino, anche spalla a spalla: frastuono della ferraglia in movimento, vetri che vibrano paurosamente e i miseri resti delle tendine, non più assicurate a nessun fermo o aggancio, sgretolato dal tempo, che sferzano i volti. Ad ogni incrocio con un treno che viaggia in direzione opposta si rallenta e quasi ci si ferma, forse una misura precauzionale: la vetustà del convoglio non reggerebbe la forza d'urto dello spostamento d'aria.
Per non dire poi dei ritardi accumulati nel tratto fra Saronno e Milano, a causa dei lavori in corso.
Presso Novate, poi, si vive un momento autenticamente surreale: sballottati su questi antichi convogli, transitiamo accanto ad un Freccia Rossa parcheggiato come a nascondere malamente quei due vagoni distrutti nell'incidente di quattro anni fa che ancora attendono di essere rimossi perché l'inchiesta non è conclusa (!).
Allora ci coglie la consapevolezza di questa parodia ferroviaria, l'affiancamento dei rottami al treno da parata a quello dove siamo scomodamente seduti. E ripensiamo alla scena della pernacchia del vitellone Alberto Sordi, ché pendolari e lavoratori son proprio sinonimi... ecco il treno che non avrete mai! Prrrrrrr!
martedì 3 agosto 2010
Efficientamento
Cosa faranno i pendolari quando le tariffe aumenteranno e i servizi diminuiranno? - mi è stato chiesto. Non lo so e non posso saperlo, ma non penso ci sarà una rivolta mossa dal furor di popolo, ho visto troppe volte e troppo a lungo come agisce e reagisce il pendolare medio per contarci.
Intanto il Cattaneo, eletto, lui sì, a furor di popolo, offende gli interlocutori e i pendolari tutti con il suo aziendalese che dell’italiano e della buona creanza non ha più memoria e straparla di “efficientamento”, ovviamente non disgiunto dall’“adeguamento delle tariffe”.
Sono forse gli effetti del doppio ruolo che si trova a dover interpretare in quanto figura preposta al servizio pubblico e al contempo esponente della stessa parte politica promotrice dei tagli in tutti i settori. Diretta emanazione di questo governo, scudiero del feudatario locale e, a conteggi fatti, politico più popolare – se non potrà mantenere fede agli impegni presi in campagna elettorale potrà serenamente appellarsi alle cause esterne, proprio come le ferrovie quando compilano le loro statistiche dei ritardi, e tirare dritto facendo finta di nulla.
Qualcuno rileverà la contraddizione insita nel personaggio, ma a posteriori serve a pochino, dato che l’evidenza c’era già tutta al momento del voto e non è stata minimamente considerata dall’elettorato (composto chissà in quale percentuale da pendolari...).
Triste è anche il fatto che trovi interlocutori disposti a trattare su questo disastro, sguazzando anch’essi nel pantano delle terminologie in voga, da “razionalizzazione” a “riforme”, a “innovazione”. Pourparler. Senza mai alcuna assunzione di responsabilità.
Resta la sostanza: avremo (ancora) meno servizi ad un prezzo notevolmente più alto. Tutti tranquilli?
Intanto il Cattaneo, eletto, lui sì, a furor di popolo, offende gli interlocutori e i pendolari tutti con il suo aziendalese che dell’italiano e della buona creanza non ha più memoria e straparla di “efficientamento”, ovviamente non disgiunto dall’“adeguamento delle tariffe”.
Sono forse gli effetti del doppio ruolo che si trova a dover interpretare in quanto figura preposta al servizio pubblico e al contempo esponente della stessa parte politica promotrice dei tagli in tutti i settori. Diretta emanazione di questo governo, scudiero del feudatario locale e, a conteggi fatti, politico più popolare – se non potrà mantenere fede agli impegni presi in campagna elettorale potrà serenamente appellarsi alle cause esterne, proprio come le ferrovie quando compilano le loro statistiche dei ritardi, e tirare dritto facendo finta di nulla.
Qualcuno rileverà la contraddizione insita nel personaggio, ma a posteriori serve a pochino, dato che l’evidenza c’era già tutta al momento del voto e non è stata minimamente considerata dall’elettorato (composto chissà in quale percentuale da pendolari...).
Triste è anche il fatto che trovi interlocutori disposti a trattare su questo disastro, sguazzando anch’essi nel pantano delle terminologie in voga, da “razionalizzazione” a “riforme”, a “innovazione”. Pourparler. Senza mai alcuna assunzione di responsabilità.
Resta la sostanza: avremo (ancora) meno servizi ad un prezzo notevolmente più alto. Tutti tranquilli?
lunedì 2 agosto 2010
Maggiore considerazione dei pendolari e differente gestione delle risorse
Comunicato del Coordinamento comitati pendolari regione Lombardia
«Si è tenuta ieri pomeriggio [30 luglio 2010], presso la Regione Lombardia e presieduta dall’assessore Cattaneo, la riunione del tavolo del TPL avente all’ordine del giorno i tagli al trasporto pubblico derivanti dalla manovra economica approvata ieri dal Parlamento.
La drammaticità della situazione che si prospetta per il trasporto pubblico è stata evidenziata dalle stime presentate dalla Regione, ma ancora di più dalle parole dei rappresentanti delle Aziende di TPL. Il rappresentante di TLN ha evidenziato come sia impensabile l’ipotesi di attuare, con gli investimenti aperti grazie al nuovo contratto, un taglio di 100 milioni al bilancio della sua società.
In Lombardia verrebbero a mancare 314 milioni di euro, circa il 37% dei contributi pubblici necessari al funzionamento del sistema. Dalle proiezioni della Regione, tenendo conto anche della relativa diminuzione di utenza, anche un aumento delle tariffe del 50% coprirebbe solamente poco più della metà del buco economico e provocherebbe una consistente perdita di utenza.
Non è pertanto irrealistico ritenere che, in queste condizioni, si innescherebbe una spirale di aumento dei costi unitari, insieme ad diminuzione della domanda di trasporto, tale da portare al fallimento molte aziende di trasporto pubblico. Ciò senza contare l’aumento dei costi sociali per il maggiore inquinamento e congestione stradale, l’aumento dei costi sanitari per l’aumento dell’incidentalità stradale con il relativo contributo anche in termini di vite umane, l’impatto drammatico sui bilanci famigliari e l’impossibilità per migliaia di pendolari di recarsi sul luogo di lavoro e di studio.
La soluzione prospettata dall’assessore Cattaneo sarebbe basata, con scarsa fantasia, su tre fattori: tagli ai servizi, aumento delle tariffe ed efficientamento, di cui i primi due evidentemente molto pesanti, mentre relativamente al terzo non sono state esposte molte idee. L’ipotesi di aumenti pesanti delle tariffe è talmente concreta che la Regione rinvierebbe l’adeguamento “fisiologico” annuale, stimato nel 2,39%, a tale occasione.
A nostro avviso, e i numeri presentati tendono a confermarlo, oltre che inaccettabile per le quantità ipotizzate, ciò non sarebbe tuttavia sufficiente per salvare il trasporto pubblico dal disastro. Occorre quindi trovare nuove o differenti fonti di risorse, oltre ad attuare modalità attente e virtuose di governo del sistema della mobilità nella sua interezza e di concertazione con gli utenti.
Innanzitutto riteniamo necessario riequilibrare il peso della manovra tra gli utenti del trasporto pubblico e di quello privato, agendo ad esempio sulle accise dei carburanti, sulle tariffe autostradali o ricorrendo al road pricing nelle aree urbane. Dati gli elevati numeri in gioco, sarebbe infatti possibile ricavare risorse significative senza che ciò pesi eccessivamente sul singolo individuo. Ulteriori risparmi si potrebbero ottenere con la revisione delle norme antiquate che appesantiscono la circolazione e i conti del trasporto ferroviario. Con la regionalizzazione delle linee ferroviarie secondarie si potrebbero inoltre semplificare ed alleggerire le modalità di esercizio, affidandone la gestione a privati mediante gara. Ci sembra anche naturale che i contratti di servizio, per legge imposti con Trenitalia, non avendo più i fondi statali ad essi associati debbano essere stracciati, affidando i servizi con gara europea. Per fare tutto ciò occorrono però nuove e più ampie deleghe alle Regioni.
In secondo luogo, riteniamo profondamente immorale che, quando ci saranno padri di famiglia che non potranno più recarsi al lavoro, si vadano a spendere enormi quantità di denari pubblici per infrastrutture legate e/o funzionali all’EXPO, molte delle quali di dubbia utilità. Il valore in gioco è talmente elevato (25 miliardi di euro), che basterebbe una piccola parte di questi soldi per riequilibrare i conti del TPL lombardo e anche nazionale. Occorre invece predisporre un Piano della Mobilità regionale che, con trasparenza, definisca le opere realmente necessarie e le relative priorità. Obiettivo del Piano dovrà anche essere quello di aumentare la velocità commerciale del mezzo pubblico per portarla ai livelli medi europei, aumentandone così la capacità di attrarre nuovi passeggeri.
L’eventuale rimodulazione dell’offerta deve poi essere attuata con trasparenza e una reale partecipazione da parte degli utenti al processo decisionale. Troppo spesso negli ultimi anni abbiamo assistito a decisioni dirigistiche sulla modifica degli orari, attuate senza adeguate motivazioni e a volte in netto contrasto con le esigenze dimostrate dei pendolari, mentre la partecipazione è stata spesso ridotta a mera (e parziale) comunicazione.
I pendolari non sono in linea di principio contrari, a fronte di comprovate necessità, ad ipotesi di ritocchi tariffari, ma devono prima essere stati raggiunti tutti gli obiettivi sopra esposti, nonché dovrà essere data la piena disponibilità e in dettaglio sia dei dati dei ricavi tariffari che delle strutture dei costi aziendali.
Rimaniamo quindi in attesa che la Regione ci fornisca delle risposte precise in merito a quanto sopra esposto. Non possiamo peraltro esimerci dal notare che non ci sembra che, da parte dell’assessore Cattaneo, sia stata compresa appieno la drammaticità della situazione e della conseguente opportunità di una maggiore disponibilità ed apertura nei confronti dei pendolari, che non sono un gruppo di rivoltosi ma leali cittadini, onesti lavoratori e padri di famiglia.
Se invece non vi sarà dunque un coinvolgimento reale ed operativo dei pendolari, con un programma di lavoro che riprenda le strategie sopra esposte, appare naturale conseguenza nei prossimi mesi una forte protesta, in Lombardia e in tutto il Paese, da parte di milioni di pendolari utenti del trasporto pubblico esasperati, ma anche determinati, perché spinti da una necessità di sopravvivenza.»
Milano, 31 luglio 2010
Aderiscono al Coordinamento dei Comitati Pendolari Regione Lombardia:
Comitato pendolari Milano-Lecco
Comitato pendolari Mandello
Comitato pendolari Calolziocorte-Valle S. Martino
Comitato MMML (Milano-Monza-Molteno-Lecco)
Comitato Pendolari Bergamaschi CPB
Comitato pendolari Rovato-Chiari-Rovato
Comitato pendolari LeNord www.ilpendolare.com
Comitato pendolari LeNord Milano-Asso
Comitato pendolari Merate
Comitato InOrario Milano-Mantova
Comitato Milano-Mortara
Comitato pendolari Tortona
Comitato Milano-Varese
Comitato Milano-Seregno Giorgio Villa
Legambiente Lombardia
«Si è tenuta ieri pomeriggio [30 luglio 2010], presso la Regione Lombardia e presieduta dall’assessore Cattaneo, la riunione del tavolo del TPL avente all’ordine del giorno i tagli al trasporto pubblico derivanti dalla manovra economica approvata ieri dal Parlamento.
La drammaticità della situazione che si prospetta per il trasporto pubblico è stata evidenziata dalle stime presentate dalla Regione, ma ancora di più dalle parole dei rappresentanti delle Aziende di TPL. Il rappresentante di TLN ha evidenziato come sia impensabile l’ipotesi di attuare, con gli investimenti aperti grazie al nuovo contratto, un taglio di 100 milioni al bilancio della sua società.
In Lombardia verrebbero a mancare 314 milioni di euro, circa il 37% dei contributi pubblici necessari al funzionamento del sistema. Dalle proiezioni della Regione, tenendo conto anche della relativa diminuzione di utenza, anche un aumento delle tariffe del 50% coprirebbe solamente poco più della metà del buco economico e provocherebbe una consistente perdita di utenza.
Non è pertanto irrealistico ritenere che, in queste condizioni, si innescherebbe una spirale di aumento dei costi unitari, insieme ad diminuzione della domanda di trasporto, tale da portare al fallimento molte aziende di trasporto pubblico. Ciò senza contare l’aumento dei costi sociali per il maggiore inquinamento e congestione stradale, l’aumento dei costi sanitari per l’aumento dell’incidentalità stradale con il relativo contributo anche in termini di vite umane, l’impatto drammatico sui bilanci famigliari e l’impossibilità per migliaia di pendolari di recarsi sul luogo di lavoro e di studio.
La soluzione prospettata dall’assessore Cattaneo sarebbe basata, con scarsa fantasia, su tre fattori: tagli ai servizi, aumento delle tariffe ed efficientamento, di cui i primi due evidentemente molto pesanti, mentre relativamente al terzo non sono state esposte molte idee. L’ipotesi di aumenti pesanti delle tariffe è talmente concreta che la Regione rinvierebbe l’adeguamento “fisiologico” annuale, stimato nel 2,39%, a tale occasione.
A nostro avviso, e i numeri presentati tendono a confermarlo, oltre che inaccettabile per le quantità ipotizzate, ciò non sarebbe tuttavia sufficiente per salvare il trasporto pubblico dal disastro. Occorre quindi trovare nuove o differenti fonti di risorse, oltre ad attuare modalità attente e virtuose di governo del sistema della mobilità nella sua interezza e di concertazione con gli utenti.
Innanzitutto riteniamo necessario riequilibrare il peso della manovra tra gli utenti del trasporto pubblico e di quello privato, agendo ad esempio sulle accise dei carburanti, sulle tariffe autostradali o ricorrendo al road pricing nelle aree urbane. Dati gli elevati numeri in gioco, sarebbe infatti possibile ricavare risorse significative senza che ciò pesi eccessivamente sul singolo individuo. Ulteriori risparmi si potrebbero ottenere con la revisione delle norme antiquate che appesantiscono la circolazione e i conti del trasporto ferroviario. Con la regionalizzazione delle linee ferroviarie secondarie si potrebbero inoltre semplificare ed alleggerire le modalità di esercizio, affidandone la gestione a privati mediante gara. Ci sembra anche naturale che i contratti di servizio, per legge imposti con Trenitalia, non avendo più i fondi statali ad essi associati debbano essere stracciati, affidando i servizi con gara europea. Per fare tutto ciò occorrono però nuove e più ampie deleghe alle Regioni.
In secondo luogo, riteniamo profondamente immorale che, quando ci saranno padri di famiglia che non potranno più recarsi al lavoro, si vadano a spendere enormi quantità di denari pubblici per infrastrutture legate e/o funzionali all’EXPO, molte delle quali di dubbia utilità. Il valore in gioco è talmente elevato (25 miliardi di euro), che basterebbe una piccola parte di questi soldi per riequilibrare i conti del TPL lombardo e anche nazionale. Occorre invece predisporre un Piano della Mobilità regionale che, con trasparenza, definisca le opere realmente necessarie e le relative priorità. Obiettivo del Piano dovrà anche essere quello di aumentare la velocità commerciale del mezzo pubblico per portarla ai livelli medi europei, aumentandone così la capacità di attrarre nuovi passeggeri.
L’eventuale rimodulazione dell’offerta deve poi essere attuata con trasparenza e una reale partecipazione da parte degli utenti al processo decisionale. Troppo spesso negli ultimi anni abbiamo assistito a decisioni dirigistiche sulla modifica degli orari, attuate senza adeguate motivazioni e a volte in netto contrasto con le esigenze dimostrate dei pendolari, mentre la partecipazione è stata spesso ridotta a mera (e parziale) comunicazione.
I pendolari non sono in linea di principio contrari, a fronte di comprovate necessità, ad ipotesi di ritocchi tariffari, ma devono prima essere stati raggiunti tutti gli obiettivi sopra esposti, nonché dovrà essere data la piena disponibilità e in dettaglio sia dei dati dei ricavi tariffari che delle strutture dei costi aziendali.
Rimaniamo quindi in attesa che la Regione ci fornisca delle risposte precise in merito a quanto sopra esposto. Non possiamo peraltro esimerci dal notare che non ci sembra che, da parte dell’assessore Cattaneo, sia stata compresa appieno la drammaticità della situazione e della conseguente opportunità di una maggiore disponibilità ed apertura nei confronti dei pendolari, che non sono un gruppo di rivoltosi ma leali cittadini, onesti lavoratori e padri di famiglia.
Se invece non vi sarà dunque un coinvolgimento reale ed operativo dei pendolari, con un programma di lavoro che riprenda le strategie sopra esposte, appare naturale conseguenza nei prossimi mesi una forte protesta, in Lombardia e in tutto il Paese, da parte di milioni di pendolari utenti del trasporto pubblico esasperati, ma anche determinati, perché spinti da una necessità di sopravvivenza.»
Milano, 31 luglio 2010
Aderiscono al Coordinamento dei Comitati Pendolari Regione Lombardia:
Comitato pendolari Milano-Lecco
Comitato pendolari Mandello
Comitato pendolari Calolziocorte-Valle S. Martino
Comitato MMML (Milano-Monza-Molteno-Lecco)
Comitato Pendolari Bergamaschi CPB
Comitato pendolari Rovato-Chiari-Rovato
Comitato pendolari LeNord www.ilpendolare.com
Comitato pendolari LeNord Milano-Asso
Comitato pendolari Merate
Comitato InOrario Milano-Mantova
Comitato Milano-Mortara
Comitato pendolari Tortona
Comitato Milano-Varese
Comitato Milano-Seregno Giorgio Villa
Legambiente Lombardia
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giovedì 29 luglio 2010
La qualità del servizio
Cercavo informazioni e sono incappata in un comunicato stampa de Le Nord in cui si precisa che sono Infondate le voci riguardo a possibili tagli all'interno del gruppo come conseguenza della finanziaria. Per rassicurare gli utenti Le Nord affermano che
«il Gruppo FNM si adopererà perché rimanga inalterato il livello del servizio offerto».
Orpo.
Il comunicato (16 luglio 2010).
«il Gruppo FNM si adopererà perché rimanga inalterato il livello del servizio offerto».
Orpo.
Il comunicato (16 luglio 2010).
Interrogazione parlamentare sui tagli al trasporto pubblico
Vista la grave situazione che si verrà a creare sul trasporto pubblico con il taglio dei finanziamenti del DL 78 per l'erogazione di servizi da parte delle Regioni, l'On. Scilipoti si è reso disponibile a formulare l'interrogazione parlamentare che segue.
Chi fosse interessato a partecipare ad un gruppo di lavoro e di pressione organizzato dalla segreteria dell'onorevole per sostenere l'interrogazione è invitato a dare la propria disponibilità a Giorgio Dahò (giorgio.daho@libero.it) e/o alla segreteria dell'onorevole Domenico Scilipoti (scilipoti_d@camera.it).
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08184
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 359 del 27/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: SCILIPOTI DOMENICO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 27/07/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
• MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 27/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-08184
presentata da
DOMENICO SCILIPOTI
martedì 27 luglio 2010, seduta n.359
SCILIPOTI. -
Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
- Per sapere - premesso che:
la manovra economica comporterà la riduzione dei corrispettivi per la fornitura dei servizi di trasporto pubblico locale (TPL) (ferroviario, filoferrotranviario e su gomma) derivanti dall'ex Fondo Nazionale Trasporti e successiva rivalutazioni e integrazioni, trasferiti alle regioni, per un ammontare variabile tra il 30 ed il 50 per cento;
sul lato delle tariffe, poiché i contributi coprono circa i 2/3 dei costi per la fornitura dei servizi di TPL, per mantenere invariati gli attuali livelli di servizio le tariffe potrebbero dover subire incrementi dal 60 al 100 per cento;
le conseguenze sul traffico dei centri urbani e sull'inquinamento ambientale derivanti dal maggiore ricorso al mezzo privato a causa della riduzione dei servizi di trasporto pubblico o dall'aumento delle tariffe, hanno ricadute in termini di maggiori costi sanitari, ambientali e la realizzazione di opere stradali;
le tariffe per l'utilizzo dei trasporti pubblici possono subire un incremento anche del 100 per cento, mentre l'adeguamento previsto per gli utilizzatori del mezzo privato consiste nell'aumento delle tariffe autostradali in misura limitata di due millesimi a chilometro, e ciò ha un effetto devastante nel già precario equilibrio tra utilizzo del mezzo privato e l'utilizzo, certamente più virtuoso e meno inquinante, del mezzo pubblico;
le conseguenze in termini di costi sociali, derivanti dal grave disequilibrio economico in cui cadrebbero le società di gestione dei servizi di trasporto pubblico, in gran parte private, incluso le Ferrovie dello Stato, di cui il Ministero è azionista, sono gravi;
c'è una contraddizione con quanto stabilito nel decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, ove, «per assicurare i necessari servizi di trasporto pubblico al fine della stipula dei nuovi contratti di servizio con Trenitalia S.p.A.» era stata autorizzata una spesa di 480 milioni di euro per gli anni 2009, 2010 e 2011, adeguando finalmente, dopo molti anni, l'ammontare degli stanziamenti pubblici ex Fondo Nazionale Trasporti;
c'è contraddizione con gli obiettivi di risparmio della spesa ove, con la legge n. 33 del 2009, sia stato imposto alle regioni di affidare i contratti di servizio per il trasporto ferroviario locale alla società Trenitalia S.p.A., soggetto monopolista di cui F.S. è azionista, pena la perdita dei finanziamenti del decreto-legge n. 185, quando detti contratti di servizio si sarebbero potuti affidare mediante gare ad evidenza pubblica europea, conseguendo risparmi economici nonché miglioramento della qualità dei servizi;
stante la durata minima dei contratti di anni 6 imposta dalla legge n. 33 del 2009, la prosecuzione di detti contratti per i tre anni successivi al 2011, vista la diminuzione dei trasferimenti statali alle regioni per il trasporto locale, diventa difficile;
i costi di esercizio del trasporto pubblico, ed in particolare di quello ferroviario, potrebbero essere notevolmente inferiori semplicemente mediante la revisione delle norme che ne regolano l'esercizio, con benefici sulla velocità commerciale e quindi maggiore soddisfazione da parte dell'utenza;
l'elenco delle opere infrastrutturali «essenziali, necessarie e connesse» legate all'EXPO 2015 è pari a 25 miliardi di euro, con un costo medio di 1.200 euro a visitatore, di cui 2/3 comunque italiani, e che tra queste opere ve ne siano molte di dubbia utilità, quali non meglio precisate «vie d'acqua e vie di terra», nonché altre che, benché siano da realizzarsi con finanziamenti pubblici, tecnicamente non potranno essere completate per il 2015 a causa dei tempi tecnici di realizzazione -:
se siano state valutate dal Ministro le conseguenze che potranno derivare a seguito della citata iniziativa normativa sul lato delle tariffe, in quanto, poiché i contributi coprono circa i 2/3 dei costi per la fornitura dei servizi di TPL, per mantenere invariati gli attuali livelli di servizio le tariffe potrebbero dover subire incrementi dal 60 al 100 per cento, con inammissibili ripercussioni economiche, considerato anche il difficile momento economico, su anche quanti usufruiscono dei trasporti pubblici, in particolare i pendolari e le loro famiglie;
se siano state valutate dal Ministro le conseguenze che si potranno avere sul traffico dei centri urbani e sull'inquinamento ambientale derivanti dal maggiore ricorso al mezzo privato a causa della riduzione dei servizi di trasporto pubblico o dall'aumento delle tariffe, nonché le conseguenti ricadute in termini di maggiori costi sanitari, ambientali e la realizzazione di opere stradali;
se siano state valutate dal Ministro le conseguenze in termini di costi sociali, derivanti dal grave disequilibrio economico in cui cadrebbero le società di gestione dei servizi di trasporto pubblico, in gran parte private, incluso le Ferrovie dello Stato, di cui il Suo Ministero è unico azionista;
come sarà possibile, stante la durata minima dei contratti di anni 6 imposta dalla legge n. 33 del 2009, la prosecuzione di detti contratti per i tre anni successivi al 2011, vista la diminuzione crei trasferimenti statali alle regioni per il trasporto locale;
se il Ministro sia a conoscenza del fatto che i costi di esercizio del trasporto pubblico, ed in particolare di quello ferroviario, potrebbero essere notevolmente inferiori semplicemente mediante la revisione delle norme che ne regolano l'esercizio, con benefici sulla velocità commerciale e quindi maggiore soddisfazione da parte dell'utenza;
se il Ministro sia a conoscenza del fatto che l'elenco delle opere infrastrutturali «essenziali, necessarie e connesse» legate all'EXPO 2015 sia pari a 25 miliardi di euro, con un costo medio di 1.200 euro a visitatore di cui 2/3 comunque italiani, e che tra queste opere ve ne siano molte di dubbia utilità, quali non meglio precisate «vie d'acqua e vie di terra», nonché altre che, benché siano da realizzarsi con finanziamenti pubblici, tecnicamente non potranno essere completate per il 2015 a causa dei tempi tecnici di realizzazione, e se non ritenga opportuno effettuare una verifica della effettiva utilità di tali opere, selezionando solamente quelle strettamente necessarie e inserite in un apposito piano regionale della mobilità. (4-08184)
Chi fosse interessato a partecipare ad un gruppo di lavoro e di pressione organizzato dalla segreteria dell'onorevole per sostenere l'interrogazione è invitato a dare la propria disponibilità a Giorgio Dahò (giorgio.daho@libero.it) e/o alla segreteria dell'onorevole Domenico Scilipoti (scilipoti_d@camera.it).
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08184
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 359 del 27/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: SCILIPOTI DOMENICO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 27/07/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
• MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 27/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-08184
presentata da
DOMENICO SCILIPOTI
martedì 27 luglio 2010, seduta n.359
SCILIPOTI. -
Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
- Per sapere - premesso che:
la manovra economica comporterà la riduzione dei corrispettivi per la fornitura dei servizi di trasporto pubblico locale (TPL) (ferroviario, filoferrotranviario e su gomma) derivanti dall'ex Fondo Nazionale Trasporti e successiva rivalutazioni e integrazioni, trasferiti alle regioni, per un ammontare variabile tra il 30 ed il 50 per cento;
sul lato delle tariffe, poiché i contributi coprono circa i 2/3 dei costi per la fornitura dei servizi di TPL, per mantenere invariati gli attuali livelli di servizio le tariffe potrebbero dover subire incrementi dal 60 al 100 per cento;
le conseguenze sul traffico dei centri urbani e sull'inquinamento ambientale derivanti dal maggiore ricorso al mezzo privato a causa della riduzione dei servizi di trasporto pubblico o dall'aumento delle tariffe, hanno ricadute in termini di maggiori costi sanitari, ambientali e la realizzazione di opere stradali;
le tariffe per l'utilizzo dei trasporti pubblici possono subire un incremento anche del 100 per cento, mentre l'adeguamento previsto per gli utilizzatori del mezzo privato consiste nell'aumento delle tariffe autostradali in misura limitata di due millesimi a chilometro, e ciò ha un effetto devastante nel già precario equilibrio tra utilizzo del mezzo privato e l'utilizzo, certamente più virtuoso e meno inquinante, del mezzo pubblico;
le conseguenze in termini di costi sociali, derivanti dal grave disequilibrio economico in cui cadrebbero le società di gestione dei servizi di trasporto pubblico, in gran parte private, incluso le Ferrovie dello Stato, di cui il Ministero è azionista, sono gravi;
c'è una contraddizione con quanto stabilito nel decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, ove, «per assicurare i necessari servizi di trasporto pubblico al fine della stipula dei nuovi contratti di servizio con Trenitalia S.p.A.» era stata autorizzata una spesa di 480 milioni di euro per gli anni 2009, 2010 e 2011, adeguando finalmente, dopo molti anni, l'ammontare degli stanziamenti pubblici ex Fondo Nazionale Trasporti;
c'è contraddizione con gli obiettivi di risparmio della spesa ove, con la legge n. 33 del 2009, sia stato imposto alle regioni di affidare i contratti di servizio per il trasporto ferroviario locale alla società Trenitalia S.p.A., soggetto monopolista di cui F.S. è azionista, pena la perdita dei finanziamenti del decreto-legge n. 185, quando detti contratti di servizio si sarebbero potuti affidare mediante gare ad evidenza pubblica europea, conseguendo risparmi economici nonché miglioramento della qualità dei servizi;
stante la durata minima dei contratti di anni 6 imposta dalla legge n. 33 del 2009, la prosecuzione di detti contratti per i tre anni successivi al 2011, vista la diminuzione dei trasferimenti statali alle regioni per il trasporto locale, diventa difficile;
i costi di esercizio del trasporto pubblico, ed in particolare di quello ferroviario, potrebbero essere notevolmente inferiori semplicemente mediante la revisione delle norme che ne regolano l'esercizio, con benefici sulla velocità commerciale e quindi maggiore soddisfazione da parte dell'utenza;
l'elenco delle opere infrastrutturali «essenziali, necessarie e connesse» legate all'EXPO 2015 è pari a 25 miliardi di euro, con un costo medio di 1.200 euro a visitatore, di cui 2/3 comunque italiani, e che tra queste opere ve ne siano molte di dubbia utilità, quali non meglio precisate «vie d'acqua e vie di terra», nonché altre che, benché siano da realizzarsi con finanziamenti pubblici, tecnicamente non potranno essere completate per il 2015 a causa dei tempi tecnici di realizzazione -:
se siano state valutate dal Ministro le conseguenze che potranno derivare a seguito della citata iniziativa normativa sul lato delle tariffe, in quanto, poiché i contributi coprono circa i 2/3 dei costi per la fornitura dei servizi di TPL, per mantenere invariati gli attuali livelli di servizio le tariffe potrebbero dover subire incrementi dal 60 al 100 per cento, con inammissibili ripercussioni economiche, considerato anche il difficile momento economico, su anche quanti usufruiscono dei trasporti pubblici, in particolare i pendolari e le loro famiglie;
se siano state valutate dal Ministro le conseguenze che si potranno avere sul traffico dei centri urbani e sull'inquinamento ambientale derivanti dal maggiore ricorso al mezzo privato a causa della riduzione dei servizi di trasporto pubblico o dall'aumento delle tariffe, nonché le conseguenti ricadute in termini di maggiori costi sanitari, ambientali e la realizzazione di opere stradali;
se siano state valutate dal Ministro le conseguenze in termini di costi sociali, derivanti dal grave disequilibrio economico in cui cadrebbero le società di gestione dei servizi di trasporto pubblico, in gran parte private, incluso le Ferrovie dello Stato, di cui il Suo Ministero è unico azionista;
come sarà possibile, stante la durata minima dei contratti di anni 6 imposta dalla legge n. 33 del 2009, la prosecuzione di detti contratti per i tre anni successivi al 2011, vista la diminuzione crei trasferimenti statali alle regioni per il trasporto locale;
se il Ministro sia a conoscenza del fatto che i costi di esercizio del trasporto pubblico, ed in particolare di quello ferroviario, potrebbero essere notevolmente inferiori semplicemente mediante la revisione delle norme che ne regolano l'esercizio, con benefici sulla velocità commerciale e quindi maggiore soddisfazione da parte dell'utenza;
se il Ministro sia a conoscenza del fatto che l'elenco delle opere infrastrutturali «essenziali, necessarie e connesse» legate all'EXPO 2015 sia pari a 25 miliardi di euro, con un costo medio di 1.200 euro a visitatore di cui 2/3 comunque italiani, e che tra queste opere ve ne siano molte di dubbia utilità, quali non meglio precisate «vie d'acqua e vie di terra», nonché altre che, benché siano da realizzarsi con finanziamenti pubblici, tecnicamente non potranno essere completate per il 2015 a causa dei tempi tecnici di realizzazione, e se non ritenga opportuno effettuare una verifica della effettiva utilità di tali opere, selezionando solamente quelle strettamente necessarie e inserite in un apposito piano regionale della mobilità. (4-08184)
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