Venerdì, 2013. E non è nemmeno il 17, e il 2013 non è un anno bisestile, e i maya non hanno profetizzato nulla in proposito. Eppure la giornata comincia alla fermata dell’autobus mentre tira un vento che pare di essere in qualche profondo nord. Temperatura: 9 gradi. L’autobus, ovviamente, è in ritardo (è venerdì). Quando arrivo in stazione, scopro che anche il treno è in ritardo – di 9 minuti (è venerdì). Fuori non si può stare, mi rassegno a entrare e ogni volta rabbrividisco alla vista della sala d’attesa con i marmi neri da cimitero, ma soprattutto non posso capacitarmi dell’idiozia delle porte automatiche, che con il viavai di persone sono perennemente aperte. I posti a sedere sono pochissimi, la gente è costretta ad aspettare in piedi, fra le grandi porte dello squallido locale doppia esposizione il vento soffia, lo stanzone è freddo ed è impossibile riscaldarlo per la dispersione termica.
Il treno, incredibile, è riscaldato. Meno male, perché il viaggio sarà lungo: a Tradate viene chiamata l’ambulanza, qualcuno si è sentito male. Restiamo fermi in attesa; ci supera il locale, che poi saremo costretti a seguire a passo d’uomo. A distanza di meno di un minuto, due annunci “il treno subirà un ritardo imprecisato a causa dell’attesa di una ambulanza” e “il treno ripartirà fra poco, non appena sarà giunto sul posto il 118”. O non dicono niente, oppure fanno addirittura due annunci. Ci si chiede da dove parlino, forse non da questo stesso treno, visto che non si coordinano fra loro.
Ripartiamo. Quando arrivo a Bovisa, la ressa sulle scale è impressionante, quelli che cercano di arrivare al binario, in senso opposto, vengono respinti. Fuori, 5 gradi centigradi, piove e soffia un forte vento, tenere aperto l’ombrello è quasi impossibile. Mi vien da piangere (è venerdì). Arrivo in ufficio alle 10: due ore e qualcosa in totale. E stasera?
venerdì 24 maggio 2013
venerdì 17 maggio 2013
Alla sorgente del fischio
Provate a concentrarvi, a studiare o leggere un libro o semplicemente a dormire sui TSR. Ci sono alcuni punti del treno, vicino agli altoparlanti, dove il sibilo si sente molto forte – quel sibilo continuo, che affatica i nostri nervi e infastidisce le nostre orecchie per la maggior parte del viaggio.
Ci sono alcuni filmati su youtube, quello del Pollo Nord e un altro.
Insopportabile. Si tratta di un difetto di progettazione: il comando della frenatura elettrica è stato messo vicino agli altoparlanti degli annunci. Ancora una volta, complimenti a chi ha progettato questi treni e a chi li ha comprati.
Ci sono alcuni filmati su youtube, quello del Pollo Nord e un altro.
Insopportabile. Si tratta di un difetto di progettazione: il comando della frenatura elettrica è stato messo vicino agli altoparlanti degli annunci. Ancora una volta, complimenti a chi ha progettato questi treni e a chi li ha comprati.
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mercoledì 15 maggio 2013
Beata ingenuità
Un signore anziano sale sul treno a Varese: sotto, gli strapuntini sono tutti liberi, tranne uno, e sono liberi anche alcuni sedili; lui, però, lentamente, sale le scale, si blocca, si gira verso di me che aspetto di passare e dice “È tutto pieno! Non c’è posto”, e ridiscende. I posti ci sono, non molti, ma ci sono, solo che lui deve avere un’idea completamente diversa di come deve essere un viaggio in treno.
Stamattina a Malnate un tizio chiama qualcuno al telefono (a voce altissima, naturalmente) e dice all’interlocutore “vado a Milano, fra venti minuti sono lì. Ho un appuntamento alle 10”. ’abbello… sono le 9.25, credi di viaggiare sulle Frecce?
Ho fatto due calcoli: da casa mia alla stazione di Varese Nord sono 2.5 km; dalla stazione a Milano Bovisa sono 47.7 km, da Bovisa al posto dove lavoro è 1 km ca., totale una cinquantina di km.. esageriamo... diciamo 55. Quanto impiego con i mezzi pubblici? 1 ora e mezza, se va tutto bene.
La linea delle Ferrovie dello Stato è un po’ più lunga, infatti ci vuole il biglietto da 70 km, anche se Google dice che sono 56.6 km. Su questa linea l’ora e mezza se ne va tutta nel viaggio in treno.
Chilometro più, chilometro meno, non sarebbe fantascientifico percorrere questa distanza in mezz’oretta. Ingenuità anche la mia, a pensarlo.
Ho fatto due calcoli: da casa mia alla stazione di Varese Nord sono 2.5 km; dalla stazione a Milano Bovisa sono 47.7 km, da Bovisa al posto dove lavoro è 1 km ca., totale una cinquantina di km.. esageriamo... diciamo 55. Quanto impiego con i mezzi pubblici? 1 ora e mezza, se va tutto bene.
La linea delle Ferrovie dello Stato è un po’ più lunga, infatti ci vuole il biglietto da 70 km, anche se Google dice che sono 56.6 km. Su questa linea l’ora e mezza se ne va tutta nel viaggio in treno.
Chilometro più, chilometro meno, non sarebbe fantascientifico percorrere questa distanza in mezz’oretta. Ingenuità anche la mia, a pensarlo.
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venerdì 19 aprile 2013
Mobilità Nuova, manifestazione nazionale
L'associazione Genitori Antismog invita ad aderire, ma soprattutto a partecipare, alla manifestazione nazionale per la Mobilità Nuova che si terrà a Milano sabato 4 maggio, alle 14:30, simbolicamente di fronte alla Stazione Centrale in piazza duca d'Aosta.
Tutte le informazioni su: mobilitanuova.it e sul gruppo Facebook.
Si tratta di una manifestazione a favore della mobilità pendolare che chiede di dirottare risorse da strade, autostrade e alta velocità al trasporto maggiormente utilizzato dalle persone, quello urbano e pendolare.
Hanno aderito diverse associazioni, da Legambiente a FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta, dal Touring Club Italiano alle associazioni dei consumatori.
Sul sito potete trvare i volantini (da utilizzare liberamente).
Avete la possibilità di far sentire la vostra voce, approfittatene!
Associazione Genitori Antismog di Milano, Rete per la Mobilità Nuova.
Si tratta di una manifestazione a favore della mobilità pendolare che chiede di dirottare risorse da strade, autostrade e alta velocità al trasporto maggiormente utilizzato dalle persone, quello urbano e pendolare.
Hanno aderito diverse associazioni, da Legambiente a FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta, dal Touring Club Italiano alle associazioni dei consumatori.
Sul sito potete trvare i volantini (da utilizzare liberamente).
Avete la possibilità di far sentire la vostra voce, approfittatene!
Associazione Genitori Antismog di Milano, Rete per la Mobilità Nuova.
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martedì 16 aprile 2013
Un anno di ritardo?
Qui l'elenco delle linee per le quali è previsto il bonus nel mese di aprile. 2013, non 2012 come indicato nel titolo.
avvisi.
Casomai si prendessero la briga di correggere, ecco la schermata:

avvisi.
Casomai si prendessero la briga di correggere, ecco la schermata:

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lunedì 15 aprile 2013
Tornelli chiusi
Ecco, con una settimana di ritardo (strano eh?) rispetto a quanto annunciato, hanno chiuso in uscita i tornelli a Bovisa. La ressa pendolare sbatte contro le barriere, arretra e si mette a cercare l’abbonamento. Spesso inutilmente, perché molti, come me, non hanno timbrato l’entrata e quindi non possono uscire: infatti a Varese l’accesso in stazione è libero, ma il marchingegno del tornello di Bovisa probabilmente funziona con coppie binarie (entrata/uscita, andata/ritorno) e non mi fa passare. Così riguadagno controcorrente un po’ di spazio e mi sposto verso il varco handicappati dove sostano due zelanti addetti che autorizzano l’uscita con un rapido sguardo al tesserino (e se non fosse carico?). Inutile perdita di tempo, che va ad aggiungersi al ritardo del treno. Il controllore era già passato a bordo: doppio controllo, quindi.
Non mi piace affatto questa calca che si affolla come bestiame contro il recinto.
Non mi piace subire tanti controlli da qualcuno che non rispetta gli orari – né impiegare 50 minuti per percorrere 60 km, né viaggiare con l’aria fredda dritta in faccia, né vedere gente in piedi e una carrozza di prima classe su un treno di pendolari (e tanto meno la prima classe obbligatoria per e dall’aeroporto).
Non mi piace Trenord.
Non mi piace affatto questa calca che si affolla come bestiame contro il recinto.
Non mi piace subire tanti controlli da qualcuno che non rispetta gli orari – né impiegare 50 minuti per percorrere 60 km, né viaggiare con l’aria fredda dritta in faccia, né vedere gente in piedi e una carrozza di prima classe su un treno di pendolari (e tanto meno la prima classe obbligatoria per e dall’aeroporto).
Non mi piace Trenord.
venerdì 5 aprile 2013
La congiura del silenzio
E raccontiamo anche questa. L’inettitudine di un capostazione che non ritiene suo dovere dare avviso che ci sono problemi sulla linea fra Varese e Malnate (smottamento di una traversina? Con questa pioggia interminabile…) e che il ritardo diventerà consistente. Non si turba, certo, e nemmeno noi, perché leggere sul tabellone 14 minuti di ritardo non è una inaspettata eccezione, una sorpresa, una cosa mai vista, una inaudita défaillance di Trenord, perciò il pendolare si rassegna, come d’abitudine, secondo la sua natura, e si dispone ad ascoltare l’annuncio della partenza del locale. Invece, silenzio. Arriva, lentamente, l’espresso regionale per Cadorna. Ci imbarcano. Parte il treno. No: solo 5 metri e si arresta. In stazione. E lì restiamo: 8.30... 8.35…
Nessuna comunicazione nemmeno a bordo.
Siamo praticamente a Tradate quando dall’interfono la capotreno fa sapere che c’era un guasto fra Varese e Malnate e che “ a breve il treno riprenderà la marcia. Anzi, la stiamo già riprendendo. Grazie e arrivederci” (sic!). Il treno è già in movimento, qualche risata si leva sarcastica.
Trenord, società unica, non poteva farmi sapere PRIMA che salissi sul treno che forse era meglio prendere la linea che arriva a Porta Garibaldi? Prospettare una scelta ai pendolari di Varese in questo ennesimo venerdì di punizione? INFORMARE del guasto e del ritardo?
Fantascienza.
No, meglio prenderci in ostaggio senza dir nulla e tenerci prigionieri a loro discrezione. Depositarci a destinazione in ritardo di mezz’ora e chissenefrega.
Lo stesso quando, un paio di settimane fa, un pensionato s’è fatto investire da un treno mentre attraversava con la bici il passaggio a livello nonostante le sbarre abbassate. Anche in quel caso i dipendenti di Trenord sapevano benissimo che la circolazione era in tilt, ma si sono ben guardati dall’avvertire: né un avviso sonoro, né un annuncio sui tabelloni. Hanno preferito creare un ingorgo sopprimendo treni e trasformando i diretti in locali e annunciando fantomatici autobus da Mozzate a Tradate (e poi? per Varese o Laveno?). Non hanno neppure detto dell’incidente, anche solo per calmare gli animi.
La signora accanto a me aveva attivato il servizio di avvisi sul cellulare; e infatti l'avviso è arrivato, quando già eravamo fermi da una mezz'oretta. Puntualità, sempre.
Diabolica strategia o incapacità collettiva?
Nessuna comunicazione nemmeno a bordo.
Siamo praticamente a Tradate quando dall’interfono la capotreno fa sapere che c’era un guasto fra Varese e Malnate e che “ a breve il treno riprenderà la marcia. Anzi, la stiamo già riprendendo. Grazie e arrivederci” (sic!). Il treno è già in movimento, qualche risata si leva sarcastica.
Trenord, società unica, non poteva farmi sapere PRIMA che salissi sul treno che forse era meglio prendere la linea che arriva a Porta Garibaldi? Prospettare una scelta ai pendolari di Varese in questo ennesimo venerdì di punizione? INFORMARE del guasto e del ritardo?
Fantascienza.
No, meglio prenderci in ostaggio senza dir nulla e tenerci prigionieri a loro discrezione. Depositarci a destinazione in ritardo di mezz’ora e chissenefrega.
Lo stesso quando, un paio di settimane fa, un pensionato s’è fatto investire da un treno mentre attraversava con la bici il passaggio a livello nonostante le sbarre abbassate. Anche in quel caso i dipendenti di Trenord sapevano benissimo che la circolazione era in tilt, ma si sono ben guardati dall’avvertire: né un avviso sonoro, né un annuncio sui tabelloni. Hanno preferito creare un ingorgo sopprimendo treni e trasformando i diretti in locali e annunciando fantomatici autobus da Mozzate a Tradate (e poi? per Varese o Laveno?). Non hanno neppure detto dell’incidente, anche solo per calmare gli animi.
La signora accanto a me aveva attivato il servizio di avvisi sul cellulare; e infatti l'avviso è arrivato, quando già eravamo fermi da una mezz'oretta. Puntualità, sempre.
Diabolica strategia o incapacità collettiva?
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