lunedì 27 febbraio 2012

Il ghetto

Questa è l'amena Villapizzone, luogo rinomato e accogliente, come sanno tutti coloro che la frequentano e come testimoniano anche i manifesti pubblicitari, non proprio recentissimi e mai rinnovati, che promuovono la Triennale Bovisa con lo slogan "C'è movimento" con le diverse varianti scritte a mano "di droga", "di galeotti", "di tossici" eccetera.
Dà il proprio contibuto anche la manutenzione del gestore Trenord (o chiunque sia l'appaltatore che dovrebbe occuparsene): la saracinesca è rotta da mesi e mesi (il PolloNord ne aveva già riferito), ora pare che qualcuno abbia provato a forzarla, aprendosi un varco nelle maglie; di fatto questo guasto ormai permanente rende inaccessibile (permanentemente) lo scivolo, alla faccia dell'attenzione per i portatori di handicap motori: restano solo le scale - pochi gradini, è vero, ma costruiti così male che si stanno sgretolando e sono sdrucciolevoli anche per chi non abbia problemidi movimento. Del resto la qualità dei lavori si è potuta apprezzare fin dall'apertura della stazione, quando, alla prima pioggia, si è visto come la pendenza dei gradini delle scale di accesso fosse sbagliata: una leggera inclinazione verso l'interno fa sì che ogni livello sia una pozza d'acqua che ristagna anche oltre la fine del maltempo con progressivo danno per la scala stessa.



Sa qualche tempo si è guastata anche la scala mobile e prevedo che mai nessuno verrà in questo avamposto di frontiera ad aggiustarla. Sempre perché le barriere architettoniche sono una priorità per le logiche di gestione delle stazioni.



Particolare attenzione anche per l'aspetto friendly verso gli utenti la cabina con vetri a specchio dove dovrebbe essere posizionata la postazione di controllo: lui?/loro? vedono te, ma tu non li vedi, tipo sorveglianza carceraria, davvero simpatico. Ché poi magari lì dentro non c'è nessuno, se il tipo è andato a farsi un caffè alla macchinetta, oppure è talmente occupato da non accorgersi di quel che accade intorno.
Tipo: l'altra sera, treno delle 19.09. C'è un guasto, ma i tabelloni restano muti come quelle carte geografiche sulle quali ti interrogano alle scuole medie; quando il treno dovrebbe essere già passato da quasi dieci minuti (sempre tempestivi gli annunci di Trenord) arriva un gracchiante e flebile avviso sonoro (che peraltro non turba minimamente madre e figlia che continuano a parlare a voce altissima, impedendo a chiunque nei paraggi di capire cosa stiano dicendo dall'altoparlante), afferro la parola "guasto" e scendo le scale per chiedere informazioni: ci son già due ragazze e l'addetto al controllo che, sulla porta aperta del gabbiotto fa il marpione: ci saranno almeno quindici monitor dentro quella cabina a specchio, praticamente la situazione di mezza provincia, ma il tizio non sa nulla - del resto la cronaca della partita di calcio ha un volume così alto che non è possibile rendersi conto di altro. Di fronte alle due ragazze si mostra pronto a fare una telefonata (ma non ad abbassare il volume) per capire se c'è qualcosa che non va. to', guarda, sì forse... probabilmente viene a sapere che il treno ha cinquanta minuti di ritardo ma non vuole lasciar andar via le giovani, quindi ammicca e tergiversa, minimizza, dice che ne saprà di più di avere un po' di pazienza.
Guasto alla stazione di Pioltello.Tutto bloccato. Sono uscita dall'ufficio alle 19 e arrivata a casa alle 21.20. E' sempre un piacere viaggiare con Trenord.

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