sabato 6 agosto 2011

Aumenti tariffari - il comunicato del Coordinamento comitati pendolari lombardi

PATTO DEI PENDOLARI
COORDINAMENTO COMITATI PENDOLARI REGIONE LOMBARDIA
Lo stillicidio degli aumenti tariffari continua. Anche Milano non fa sconti ai pendolari, anzi...


Lo stillicidio degli aumenti tariffari in Lombardia continua e, dopo la seconda tranche degli aumenti tariffari decisi dalla Regione Lombardia, è ora la volta delle tariffe urbane di Milano.
Solo che Milano, nei confronti dei pendolari, ci sta andando giù in modo particolarmente pesante, con aumenti del biglietto di corsa semplice del 50% e degli abbonamenti del 25%. A poco vale la notizia che gli abbonamenti annuali resteranno invariati di prezzo: a parte infatti l’opportunità per molti (ad esempio i precari e molte categorie di studenti) di fare un abbonamento annuale, qualcuno probabilmente non sa che l’abbonamento TrenoMilano, unico titolo integrato (oltre agli abbonamenti “regionali” dal prezzo salato), è disponibile solo in forma mensile.
Si tratta di “adeguamenti” di una entità inaudita, che fanno impallidire quelli già decisi dalla Regione per i treni e i servizi di Trasporto Pubblico Locale su gomma. Certamente l’assessore regionale Cattaneo si starà fregando le mani nel vedere la nuova giunta milanese confermare così pesantemente la “ineluttabilità” della manovra tariffaria lombarda.
I conti però non ci tornano, perché l’entità della manovra milanese è almeno pari, se non addirittura superiore, a quel famoso “buco” di 82 milioni del trasporto pubblico lombardo da cui sono derivati gli aumenti tariffari. Per tale ragione il provvedimento della giunta milanese, del tutto ingiustificato dal punto di vista contabile per il TPL, è ancora più incomprensibile.
Ciò che purtroppo dobbiamo costatare è che, dal Governo nazionale in giù, a pagare i conti delle conseguenze nel campo dei trasporti della crisi economica sono principalmente gli utenti dei trasporti pubblici ed i pendolari. Il tutto puntualmente attuato con una fantasia ragionieristica inappuntabile.
Ma ci domandiamo anche come la nuova giunta milanese possa mantenere gli obiettivi in campo ambientale che si è posta attuando una siffatta politica dei trasporti, peraltro in assenza di veri provvedimenti compensativi, dall’integrazione tariffaria all’aumento della velocità commerciale, la più bassa d’Europa, alla lotta alle inefficienze e alla razionalizzazione della rete.
Ci auguriamo pertanto che vi sia un ripensamento da parte degli amministratori milanesi, in nome di una maggiore trasparenza e di una tenuta in conto del fatto che i pendolari sono cittadini che adottano un comportamento ambientalmente virtuoso e producono ricchezza anche per Milano, di cui una buona parte torna sulla città medesima con le tasse che le Aziende per cui lavorano pagano.
Milano, 28 luglio 2011

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