Caro Pollo,
sono pendolare da 4 anni... di cui 3 sulla linea Bergamo-Milano; ho condiviso quindi per anni disagi del passante e non solo. È una linea rinomata tra i pendolari per la sua inefficienza... Eppure ho trovato di peggio.
Da qualche mese sono costretta a fare Mantova-Milano 3 giorni a settimana. Sono circa 2 ore di viaggio su una linea vecchia e stravecchia che, fino alla settimana scorsa, contemplava anche fermate minuscole come Torre de' Picenardi o Gazzo Pieve San Giacomo. Queste fermate sono state soppresse, millantando così una maggiore puntualità a discapito di chi poteva avere la fermata vicino a casa.
Mai promessa fu meno mantenuta.
Lunedì 13 dicembre
Il treno parte da Mantova alle 6.10 (già 6.12), arriva a Cremona con 2 minuti di anticipo sulla tabella di marcia, riparte - e a Pizzighettone (fermata non prevista) sosta per 20 minuti.
Da lì in avanti sono solo singhiozzi e singulti. Il treno arriva a Milano Rogoredo con 45 minuti di ritardo. Santa Lucia mi fa un regalo e tarda qualche minuto anche il treno proveniente da Voghera; riesco a prendere la coincidenza, quindi sono in ufficio alle ore 9.15 (invece che alle 8.40). Tutto sommato (lo scoprirò in seguito) mi è andata bene.
Il treno da Milano parte alle 17.15 da Milano Centrale (invece che 17.25)... è semivuoto perché l'orario anticipato sfavorisce molti pendolari... arriva a Mantova puntuale (5 minuti di ritardo è la puntualità... 15 minuti è di ritardo è la norma).
Martedì 14 dicembre
Il treno parte da Mantova alle 6.10 e arriva puntuale (5 minuti di ritardo) a Rogoredo. Il treno delle Nord per Saronno è in ritardo... vengo baciata dalla fortuna (ma i pendolari di Lodi non condivideranno).
Ore 15.40, apro il sito di Viaggiatreno e vedo che il treno che sale da Mantova, e dovrebbe quindi riscendere, è morto a Cremona. Mi metto l'anima in pace, maledico il Moretti di turno (non quello della birra!!) e inizio l'odissea.
Perdonami se mi dilungo, ma... non è colpa mia:
16.32 prendo un treno da Milano Villapizzone per portarmi a Lambrate e vedere un po' se riescono a recuperare altro materiale e far partire il treno (pia illusione!).
Il treno per Mantova è segnalato come soppresso (incredibile! Generalmente lo dicono 5 minuti dopo la presunta partenza).
Ore 17.12 prendo il treno per Livorno, pensando di scendere a Codogno e poi prendere il trenino, che fa tutte le fermate, per Cremona - perlomeno non resto al freddo, penso.
Ore 17.40 passa la capotreno: "Qualcuno deve scendere a Codogno o Cremona?" - "Io" - rispondo. "Guarda, è caduta la linea aerea tra Codogno e Cremona. Non scendere a Cremona" - consiglia lei, con fare angelico e anche un po' da eroina - "Scendi a Piacenza. Noi arriviamo alle 18.05, alle 18.16 c'è un treno per Cremona". Obietto: "Ma come posso raggiungere Mantova poi?".
Lei - con il fare di quella che "ma devi proprio andarci?" - "Dovrebbero esserci degli autobus sostituivi, ma partono da Milano... chissà quando arrivano". Ottimo.
Una cosa per volta. Pensiamo a raggiungere Cremona.
Siede di fianco a me un signore che abita in Belgio. Stupefatto mi chiede: "ma capita spesso?" e intavoliamo, coinvolgendo la mia dirimpettaia, una allegra discussione su quanto i treni in Belgio costino poco e funzionino da dio. Il povero "straniero" era sconcertato perché la mattina sullo stesso treno aveva trovato la prima classe senza riscaldamento, con i nostri racconti crediamo di averlo del tutto turbato.
La ragazza che mi siede di fronte ne racconta una, ché penso: veramente ieri mi è andata bene.
Ecco il suo racconto: Casalpusterlengo, treno che arriva da Piacenza, sale, ed è ghiacciato. Le porte si chiudono ma il treno non parte. Niente, non si muove. Sopraggiunge un altro treno diretto a Milano, pensa di salire su quello, ma il suo non apre le porte. Il treno per Milano riparte e loro restano lì, prigionieri del frigorifero. Arriva un secondo treno. Una signora abbassa il finestrino e urla "Cazzo vi denuncio per sequestro di persona! Aprite le porte!".
Le porte si aprono, la gente si precipita nel sottopassaggio, sta per raggiungere il binario... Il treno per Milano chiude loro le porte in faccia e parte.
Tornano sconsolati dove erano prima, nella cella frigorifera, ad attendere.
La ragazza scende a Casalpusterlengo salutandomi con l'aria compassionevole di chi sa che tanto, ben che vada, hai un'ora di ritardo anche stasera, Alice.
Prima di scendere mi dice: "sicura che non vuoi scendere a Codogno? Guarda che quella capotreno l'altra mattina mi ha fatto fare una deviazione lunghissima e sono arrivata in ufficio alle 10".
Mi dico: no, ma dai... almeno arrivo a Cremona.
Saggezza pendolare, la sua.
Arrivo a Piacenza con una ventina di persone che, come me, hanno dato retta alla capotreno. Scendo. Cerco il treno sul tabellone. Il treno per Cremona delle 18.16 ha 60 minuti di ritardo. Merda! Mi ha fregato!
Una tizia inviperita come non mai, scesa dal Livorno con me, dice "Io torno a Codogno! Quella pazza si è sbagliata, era questa la linea guasta!".
Corriamo al treno per Milano che parte dopo 2 minuti. Ma siamo incerti, non sappiamo se sia veramente così.
Chiediamo al capotreno del Milano; lui telefona (sotto minaccia) e dice che il guasto è proprio a Cremona. Merdissima! Che è, Fuku?!
Che faccio?! Nebbia.. Nel cervello e attorno.
Crisi di panico. Intanto il Milano è partito... che ci faccio a Piacenza?
Tra i treni successivi c'è un Pescara, Eurostarcity. Embè? dirai, caro Pollo.
Embè, con quello posso arrivare a Modena. Non è Mantova, ma almeno non è Piacenza. Solo che parte tra un minuto e non ho il biglietto!!
In uno stato di prostrazione cerco il capotreno del Pescara e lo imploro di farmi salire fino a Modena. Lui, un po' scocciato, ma mosso da un briciolo di umanità e buon senso, che fortunatamente alberga ancora in qualche povero dipendente delle Ferrovie dello Strazio, dà la sua benedizione. Posso arrivare a Modena! Ma - mi dice - la coincidenza è praticamente un minuto dopo il nostro arrivo previsto, e abbiamo 5 minuti di ritardo... Per la serie non ce la farai mai lo stesso. E ha ragione.
Nella nebbia e con il ghiaccio sulle strade devo farmi venire a prendere a Modena.
Possibile che si debba sempre e comunque ricorrere all'auto?!
Giovedì 15 dicembre, oggi
Il treno parte alle 6.20 invece che alle 6.10 da Mantova. Viaggia con un ritardo di 9 minuti fino a Pizzighettone, dove inesorabilmente si ferma. Arriva a Milano Rogoredo con 30 minuti di ritardo. Ho perso i passanti, aspetto il Voghera, penso. È dato con 10 minuti di ritardo - be', che sarà mai?
I dieci minuti diventano 15. Faccio due conti. Mi conviene comunque. Lascio partire il passante successivo. Ma i 15 diventano 20 e restano 20 fino a che passa mezz'ora.
Ed ecco che arriva il treno. Non sento più i piedi dal freddo, ma sono le 9 e ce l'ho fatta. Arrivo in ufficio alle 9.35.
Stasera? Caro Pollo, intercedi per me!!
Riflessione in calce: capisco che un treno dovrebbe essere sempre puntuale e non sgarrare di nemmeno 5 minuti.
Ma parmi il caso di usare buon senso e non lamentarmi perché mai ho potuto evitare almeno i 5 minuti.
Sono i suoi multipli che mi inquietano. E non arrivare, francamente non lo accetto.
Resistimos!!
Alice nel Paese delle Merdaviglie
giovedì 16 dicembre 2010
mercoledì 15 dicembre 2010
Carta Regionale di Trasporto (CRT), una soluzione che potrebbe diventare conveniente
Con la prospettiva degli aumenti in arrivo, vale la pena considerare la possibilità: la Carta Regionale di Trasporto, che pare - pare - non sarà soggetta ad aumenti per l'anno a venire, costa 999 euro - la magagna è che è annuale, mentre solitamente i pendolari (e ancor più gli studenti) risparmiano sul costo degli abbonamenti nei mesi in cui si concentrano le vacanze - e potrebbe essere una alternativa alla stangata che ci stanno preparando assessori & governatori.
Ecco cos'è:
«La Carta Regionale di Trasporto (CRT) è un abbonamento integrato che consente di utilizzare tutti i mezzi di trasporto pubblico sui quali si applicano le tariffe regionali della Lombardia. La CRT ha un costo variabile in funzione delle categorie di utenti e può essere richiesta compilando un semplice modulo.
Consente ai cittadini lombardi (per l’agevolazione a tariffa "Intera" non è richiesto il requisito della residenza in Lombardia) di viaggiare su tutta la rete del trasporto pubblico lombardo: autobus urbani e interurbani, tram, metropolitana, treni suburbani e regionali di seconda classe, funivie, funicolari e battelli sul lago di Iseo».
Le tipologie si trovano qui:
trasporti.regione.lombardia.it.
Sono circa 83 euro al mese, pagabili trimestralmente o in un'unica soluzione.
Personalmente lo scorso anno ho speso circa 700 euro (scaricabili dalle tasse solo 250). Bisognerà valutare le strategie di sopravvivenza una volta che ci avranno quantificato gli aumenti, intanto vi suggerisco di valutare questa.
Info:
domande frequenti e risposte.
Ecco cos'è:
«La Carta Regionale di Trasporto (CRT) è un abbonamento integrato che consente di utilizzare tutti i mezzi di trasporto pubblico sui quali si applicano le tariffe regionali della Lombardia. La CRT ha un costo variabile in funzione delle categorie di utenti e può essere richiesta compilando un semplice modulo.
Consente ai cittadini lombardi (per l’agevolazione a tariffa "Intera" non è richiesto il requisito della residenza in Lombardia) di viaggiare su tutta la rete del trasporto pubblico lombardo: autobus urbani e interurbani, tram, metropolitana, treni suburbani e regionali di seconda classe, funivie, funicolari e battelli sul lago di Iseo».
Le tipologie si trovano qui:
trasporti.regione.lombardia.it.
Sono circa 83 euro al mese, pagabili trimestralmente o in un'unica soluzione.
Personalmente lo scorso anno ho speso circa 700 euro (scaricabili dalle tasse solo 250). Bisognerà valutare le strategie di sopravvivenza una volta che ci avranno quantificato gli aumenti, intanto vi suggerisco di valutare questa.
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Lettere al PolloNord - Voglio le scuse delle ferrovie Nord
di Silvia Cristin
Arriva il nuovo orario delle ferrovie nord e arrivano i nuovi disagi. Ieri sera in particolare, abbiamo assistito a una scena mai accaduta prima: il treno è partito senza che i passeggeri potessero salirvi perché L’ARRIVO DEL TRENO NON È STATO ANNUNCIATO. La stazione è quella della Bovisa. I treni passano al piano terreno mentre la zona di attesa dei passeggeri è al primo piano, dove diversi schermi trasmettono “in tempo reale” aggiornamenti su destinazione, binario di arrivo, eventuali ritardi o cancellazioni. Ieri sera i treni erano TUTTI in ritardo, mediamente 5 minuti. I passeggeri erano assiepati davanti ai display, perché in questi casi capita spesso che il treno venga assegnato a un binario diverso. Eravamo tutti in attesa. In particolare del Laveno Mombello delle 17.57 (nuovo orario, prima era alle 17.59). Il treno precedente il Laveno sullo stesso binario, il 3, diretto a Novara, era segnalato in ritardo di 4 minuti. Il Laveno non aveva ritardi segnalati. Il tempo passava però e i treni non arrivavano. E il display non variava. 18.00. 18.01… 18.05 … 18.07 … niente segnalazioni, finché all’improvviso, dall’altoparlante la solita voce annuncia: “Al binario tre È IN PARTENZA il treno per Laveno”. Non abbiamo fatto in tempo a scendere le scale che il treno era già allegramente partito, senza aver accolto a bordo NESSUNO dei passeggeri di Bovisa. Risultato: treno per Varese delle 18.15 o per Laveno delle 18.29. Viaggio rigorosamente IN PIEDI e mezz’ora buona di ritardo sull’orario solito di arrivo a casa.
Stamattina poi, come ormai ogni giorno, il treno della mattina aveva i soliti 10 minuti di ritardo.
Questa è la vita quotidiana del pendolare: treni inadeguati, in ritardo, pieni fino all’inverosimile. E adesso arriveranno anche l’aumento dei prezzi di biglietti e abbonamenti, oltre che la riduzione delle corse e dei servizi, causa per carità la crisi finanziaria, non l’incapacità delle ferrovie di gestire un servizio essenziale per i cittadini e praticamente monopolistico. Non c’è alternativa infatti: da Varese o le ferrovie nord o Trenitalia, che sono poi la stessa cosa, e funzionano altrettanto male.
Con l’avvicinarsi dell’anno nuovo e del momento dei buoni propositi, vorrei proporne uno ai “cari amici dirigenti” delle Ferrovie e di Trenitalia. Mi piacerebbe che questi signori si mettessero una mano sul cuore e cercassero di fare del loro meglio per dare a noi utenti, a monte di un aumento dei prezzi, almeno un servizio adeguato. Ma vorrei tanto anche un’altra cosa: che Ferrovie Nord e Trenitalia mi chiedessero una volta tanto SCUSA. Scusa per i ritardi quotidiani, scusa per la sporcizia dei treni, scusa perché nel 2010 non sono capaci di gestire in maniera efficiente un servizio che altrove invece funziona egregiamente (e non dico di andare fino in Giappone a vedere cosa fanno lì, basterebbe andare in Svizzera). I soldi li hanno per acquistare pezzi di ferrovie tedesche o pubblicizzare Frecciarossa e affini. Che ne usino un po’ anche per chiederci finalmente scusa. Magari affittando una pagina di giornale, che costa meno della televisione. Sarebbe non un bel gesto, ma un gesto dovuto. Non lo faranno mai.
Arriva il nuovo orario delle ferrovie nord e arrivano i nuovi disagi. Ieri sera in particolare, abbiamo assistito a una scena mai accaduta prima: il treno è partito senza che i passeggeri potessero salirvi perché L’ARRIVO DEL TRENO NON È STATO ANNUNCIATO. La stazione è quella della Bovisa. I treni passano al piano terreno mentre la zona di attesa dei passeggeri è al primo piano, dove diversi schermi trasmettono “in tempo reale” aggiornamenti su destinazione, binario di arrivo, eventuali ritardi o cancellazioni. Ieri sera i treni erano TUTTI in ritardo, mediamente 5 minuti. I passeggeri erano assiepati davanti ai display, perché in questi casi capita spesso che il treno venga assegnato a un binario diverso. Eravamo tutti in attesa. In particolare del Laveno Mombello delle 17.57 (nuovo orario, prima era alle 17.59). Il treno precedente il Laveno sullo stesso binario, il 3, diretto a Novara, era segnalato in ritardo di 4 minuti. Il Laveno non aveva ritardi segnalati. Il tempo passava però e i treni non arrivavano. E il display non variava. 18.00. 18.01… 18.05 … 18.07 … niente segnalazioni, finché all’improvviso, dall’altoparlante la solita voce annuncia: “Al binario tre È IN PARTENZA il treno per Laveno”. Non abbiamo fatto in tempo a scendere le scale che il treno era già allegramente partito, senza aver accolto a bordo NESSUNO dei passeggeri di Bovisa. Risultato: treno per Varese delle 18.15 o per Laveno delle 18.29. Viaggio rigorosamente IN PIEDI e mezz’ora buona di ritardo sull’orario solito di arrivo a casa.
Stamattina poi, come ormai ogni giorno, il treno della mattina aveva i soliti 10 minuti di ritardo.
Questa è la vita quotidiana del pendolare: treni inadeguati, in ritardo, pieni fino all’inverosimile. E adesso arriveranno anche l’aumento dei prezzi di biglietti e abbonamenti, oltre che la riduzione delle corse e dei servizi, causa per carità la crisi finanziaria, non l’incapacità delle ferrovie di gestire un servizio essenziale per i cittadini e praticamente monopolistico. Non c’è alternativa infatti: da Varese o le ferrovie nord o Trenitalia, che sono poi la stessa cosa, e funzionano altrettanto male.
Con l’avvicinarsi dell’anno nuovo e del momento dei buoni propositi, vorrei proporne uno ai “cari amici dirigenti” delle Ferrovie e di Trenitalia. Mi piacerebbe che questi signori si mettessero una mano sul cuore e cercassero di fare del loro meglio per dare a noi utenti, a monte di un aumento dei prezzi, almeno un servizio adeguato. Ma vorrei tanto anche un’altra cosa: che Ferrovie Nord e Trenitalia mi chiedessero una volta tanto SCUSA. Scusa per i ritardi quotidiani, scusa per la sporcizia dei treni, scusa perché nel 2010 non sono capaci di gestire in maniera efficiente un servizio che altrove invece funziona egregiamente (e non dico di andare fino in Giappone a vedere cosa fanno lì, basterebbe andare in Svizzera). I soldi li hanno per acquistare pezzi di ferrovie tedesche o pubblicizzare Frecciarossa e affini. Che ne usino un po’ anche per chiederci finalmente scusa. Magari affittando una pagina di giornale, che costa meno della televisione. Sarebbe non un bel gesto, ma un gesto dovuto. Non lo faranno mai.
martedì 14 dicembre 2010
No display, non parti
Ultimissime da Bovisa
Notizia appena giunta: a quanto pare il treno 67 sta viaggiando un po' più vuoto stasera: molti a Bovisa l'hanno perso perché non è mai comparso sul display!
Mentre i pendolari erano in attesa, il treno, non annunciato né segnalato, passava sotto i loro piedi.
Si immagina che il succesivo sarà strapieno.
Notizia appena giunta: a quanto pare il treno 67 sta viaggiando un po' più vuoto stasera: molti a Bovisa l'hanno perso perché non è mai comparso sul display!
Mentre i pendolari erano in attesa, il treno, non annunciato né segnalato, passava sotto i loro piedi.
Si immagina che il succesivo sarà strapieno.
Legambiente - Rapporto Pendolaria 2010
«Il 2011 sarà, con tutta probabilità, l’anno nero del trasporto ferroviario in Italia. Si, perché senza alcuna consapevolezza di quanto sta accadendo, e nel più totale silenzio mediatico politico, si stanno determinando tutte le condizioni per provocare il prossimo anno un autentico e drammatico salto nel buio al trasporto ferroviario nel nostro Paese. I vertici delle Ferrovie dello Stato hanno pochi giorni fa annunciato che verranno tagliati 154 treni a lunga percorrenza (su 600), perché in perdita, a partire dall'anno prossimo. Mentre per quanto riguarda il servizio ferroviario pendolare mancano 800 milioni di Euro rispetto al 2010, ossia il 45% delle risorse necessarie per garantire il servizio, già spesso carente. La conseguenza inevitabile sarà un drastico taglio dei treni in circolazione...»
Questo è l'incipit del Dossier Pendolaria, da leggere con attenzione.
Questo è l'incipit del Dossier Pendolaria, da leggere con attenzione.
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