giovedì 28 gennaio 2010

Emergenza inquinamento

Promesse elettorali, Pm10 e mezzi pubblici

Intossicati dallo smog, per il ridurre il quale non si attuano provvedimenti, e non da oggi, perché come sappiamo generalmente Varese non viene inclusa fra le province che superano la soglia di allarme per l’inquinamento (e conseguentemente nessuna iniziativa viene messa in atto) e non figura mai quando i tg danno il resoconto dei piani di intervento in Lombardia durante le emergenze, e ora anche dalle promesse elettorali, occasione di accuse reciproche fra schieramenti che molto hanno in comune, a partire dalla condivisa adesione all’utilizzo dell’auto, ma per ovvi motivi non possono evitare di porre sul tavolo la questione del trasporto pubblico e dei pendolari.
Quanto il problema dello smog e quello dei mezzi pubblici siano strettamente connessi sembra evidente, ma purtroppo riguardo al primo, caduti i tentativi di minimizzarlo come si è fatto finora, ascoltiamo il sindaco rimandare la responsabilità ad una sfera più alta della politica, tentando così di spostarla da quella più circoscritta sottoposta alla sua, di responsabilità; il secondo offre un tema di discreta risonanza che dovrebbe servire ad aprire una discussione più ampia anche a livello istituzionale. Dovrebbe.
Ora, il PD trova un facile argomento nel denunciare la situazione in cui versano le ferrovie, mentre Cattaneo rivendica gli investimenti fatti snocciolando cifre. Dove questi investimenti siano finiti il pendolare lo può forse intuire, poiché non riesce proprio a scovare effettive migliorie al servizio. Non si giova delle nuove divise e dei tornelli, non troppo neppure dei nuovi treni, i quali, fatta salva qualche rara eccezione, non si vedono quasi mai circolare. Qualche intervento sulla linea, lo scavo di tunnel e l’apertura di nuove stazioni, ma nessuna revisione dell’orario volta ad aumentare la frequenza dei treni, puntualità scarsa (15 minuti di media questa settimana, ogni mattina), materiale, appunto, sempre il medesimo, magari sottoposto ad un restyling palliativo, e, per molti, il viaggio in piedi. E poi poco personale, poche biglietterie aperte, innumerevoli obliteratrici guaste, come sovente le porte dei treni.
L’apertura di cantieri – ferroviari ma soprattutto stradali – favorisce l’economia e la circolazione di denaro lungo percorsi tangenziali (in senso proprio e lato) che non riguardano i pendolari; c’è come uno strabismo e una cattiva mira nell’indirizzare gli investimenti, qualora l’obiettivo, almeno a parole, sia il miglioramento del servizio pubblico.
Alla guida della Regione sta ormai da svariati lustri sempre la stessa area politica, con qualche avvicendamento all’assessorato ai trasporti a misura dell'indice di gradimento alle più alte cariche, perciò suona stonato il vanto dell’attuale assessore dei risultati raggiunti che, a onor del vero, sono pochini.
Le ultime dichiarazioni di Cattaneo delineano un’accelerazione negli interventi, presentati come tanti e tali mano a mano che si fa più pressante la scadenza elettorale; ci viene fornita una fitta programmazione di progetti e piani di sviluppo, dai quali però appare in tutta la sua vistosità il ritardo con cui sopraggiungono e la negligenza di cui hanno sofferto finora. Il fatto che ci sia ancora tanto da programmare non fa che denunciare l’inerzia e le manchevolezze viste fin qui. Ancora tocca sentir parlare di segnali di volontà della Regione, obiettivi e impegni declinati al futuro – la domanda resta sempre la stessa: cosa è stato fatto finora? Il continuo rilancio sulle cifre da investire è astratta contabilità, e non sembra fuori luogo temere che la contesa sulla futura gestione delle risorse non avrà ricadute positive e concrete sulla quotidianità dei pendolari.
Un grande lavoro resta da fare, su questo non c’è dubbio.

martedì 26 gennaio 2010

Sciopero 26-27 gennaio

L'Or.Sa., Organizzazione Sindacati Autonomi e di base, ha proclamato uno sciopero di tutto il personale di macchina e personale viaggiante operante in Trenitalia S.p.A. e T.L.N. (Trenitalia LeNord) dalle ore 21.00 di martedì 26 gennaio 2010 alle ore 18.00 di mercoledì 27 gennaio 2010.

La motivazione: «Il giorno 15 Maggio 2009 si è concluso con la società FS un accordo relativo all’equipaggio dei treni di Trenitalia non condiviso dalla scrivente O.S., in quanto tra l’altro considerato pregiudizievole per la sicurezza».
L'intero comunicato sul sito dell'Or.Sa.

lunedì 25 gennaio 2010

Barasso. Parcheggio FNM a pagamento

Si è aperta la campagna vendite 2010 espressamente rivolta ai pendolari; la comunicazione ufficiale sul sito del Comune:
comune.barasso.va.it

Al freddo

La metafora della guerra, con combattimenti e scaramucce da affrontare ogni giorno, il logoramento nelle postazioni di trincea si presta staordinariamente alla situazione vissuta dal pendolare LeNord. Munito di tesserino un po’ come in tempi di razionamento, può usufruire di un viaggio in condizioni spartane, ovvero solo dello stretto necessario, il trasporto a destinazione. Oltre a questo nessun comfort – e infatti la risposta alle lamentele per i viaggi in piedi è sempre la medesima: quello che noi ci ostiniamo a chiamare biglietto e che gli addetti specificano essere un “contratto di viaggio” consente il trasporto nudo e crudo, non garantisce il posto a sedere. Che poi sovente a destinazione si arrivi in ritardo o non si arrivi per nulla, è altra questione (per esempio stamattina: a Varese il treno ha 15 minuti di ritardo; annunciano che parte prima il locale, dopo annunciano che il locale è guasto e che quindi si aspetta il diretto).
Posto a sedere a parte, il personale prende proprio alla lettera il dettato contrattuale: in questi freddi giorni, precisamente sabato pomeriggio, scopro che razionano il riscaldamento sui treni.
Stupefacente la risposta del capotreno: “Dopo Tradate lo accendiamo”. Perché? Non sente che fa freddo, non vede che le persone hanno tutte indosso cappotto sciarpa cappello e guanti? Si tratta di ordini superiori, di una clausola di viaggio, di che?
Temevo che il riscaldamento non funzionasse, ora mi sento molto più tranquilla: funziona, è a causa di una decisione presa scientemente (?) che non parte.
Per la cronaca, il riscaldamento è stato acceso ben dopo Tradate, e al minimo, tanto basso da risultare impercettibile, e ovviamente senza nessun beneficio per i viaggiatori.

mercoledì 20 gennaio 2010

Intemperie

«La società lavora attualmente con le sue équipe a diversi servizi destinati a limitare le perturbazioni del traffico in caso di intemperie. Una tabella oraria specifica è stata approntata ed egli promette di rimborsare o di autorizzare il rinvio del viaggio senza spesa aggiuntive in caso di neve. [...] Fra questi figura il rafforzamento degli strumenti di comunicazione per fornire ai viaggiatori informazioni pertinenti in tempo reale...».
Ovviamente non si tratta delle nostre ferrovie, ma di quelle di un altro pianeta, la Gran Bretagna, e chi parla è il direttore generale dell’Eurostar.
Su questo pianeta Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, annuncia che magari già prima del 2015 il Frecciarossa potrebbe arrivare fino a Malpensa. Magari sarebbe stato meglio progettare una rete di collegamenti in concomitanza con la realizzazione dell’aeroporto.
In questo gelido inverno il bollettino settimanale de LeNord (la società del Malpensa Express, 40 minuti e 11 euro per collegare l’aeroporto a Milano, ultima corsa alle 20.57 dalla città e 21.53 da Malpensa) registra un guasto con abbandono del treno (14 gennaio, treno 1071); nessuna informazione ai passeggeri fermi a Saronno; qualcuno scende, gli altri seguono. Il treno non prosegue la corsa, i pendolari vengono raccolti dal locale per Varese, che però non parte, ancora senza spiegazioni. Nella totale assenza di comunicazioni, quando ormai sta per sopraggiugere il diretto successivo, si chiudono le porte e parte, con la conseguenza che il diretto è costretto a seguire a passo d’uomo il locale.
20 gennaio: il treno del mattino ha 15 minuti di ritardo a Varese, 20 a Tradate, altro ritardo si accumula anche dopo Saronno. Non c’è neve, non piove né grandina, eppure le condizioni continuano ad essere avverse (ai pendolari).

venerdì 8 gennaio 2010

Parcheggi

Residenti o non residenti, si diffonde il parcheggio a pagamento per il pendolari

Se ne era già parlato, ma a quanto pare la moda sta prendendo piede, più dell’influenza, e purtroppo questa non è una bufala. Ogni sindaco locale gestisce il territorio che è chiamato ad amministrare come un signorotto d’antan, organizzando la propria economia di cassa a spese di passanti e e cittadini. Venute meno alcune entrate per effetto di una dissennata politica di governo a livello statale, i vassalli, peraltro già predisposti per sincera vocazione, si ingegnano alla bell’e meglio. La trovata sono i parcheggi a pagamento, su cui sempre, ma specialmente sotto le feste, molto attentamente vigilano ausiliari e agenti municipali, ligi amanuensi della contravvenzione quanto ciechi spettatori delle infrazioni più pericolose sulle strade.
Si onora la tradizione secondo la quale il trasporto ferroviario sottrae soldi ai contribuenti (tale nella maggioranza dei casi è il pendolare, dipendente o impiegato), che non ricevono in cambio un adeguato servizio e, non bastasse, sono chiamati a versare un piccolo contributo in più per potervi accedere.
Prima Barasso, poi le mezze intenzioni a Casbeno, ora, dal 31 gennaio, Morosolo. Evidentemente è consentito sfuttare i parcheggi delle stazioni come i parassiti gli organismi – essendo però l’organismo LeNord assai malmesso, è prevedibile che ne deriveranno ulteriori squilibri: il pendolare già patisce il disservizio ferroviario e si può esser certi che sia oltremodo maldisposto nei confronti di questo nuovo onere che, nella sua apparente esiguità (l’ipotesi di 1 euro al giorno) totalizza almeno una ventina di euro extra al mese ovvero oltre duecento all’anno – escludendo il consumo di benzina comunque necessario a raggiungere la stazione.
Che la manovra sia ostile ai pendolari è chiarissimo: sabato e domenica sono esenti, innazitutto; l’abbonamento o la tessera per il parcheggio mostrano l’intenzione di saturarli della cartaccia di una quotidianità senza scampo: per tutto c’è un prezzo. Sulle tabelle tariffarie, poi, questi amministratori troveranno accordi, convenzioni, agevolazioni da proporre al pendolare, che vorrebbe invece potersi spostare nel modo più leggero semplice comodo veloce possibile.