Comunicato del Coordinamento comitati pendolari regione Lombardia
«Si è tenuta ieri pomeriggio [30 luglio 2010], presso la Regione Lombardia e presieduta dall’assessore Cattaneo, la riunione del tavolo del TPL avente all’ordine del giorno i tagli al trasporto pubblico derivanti dalla manovra economica approvata ieri dal Parlamento.
La drammaticità della situazione che si prospetta per il trasporto pubblico è stata evidenziata dalle stime presentate dalla Regione, ma ancora di più dalle parole dei rappresentanti delle Aziende di TPL. Il rappresentante di TLN ha evidenziato come sia impensabile l’ipotesi di attuare, con gli investimenti aperti grazie al nuovo contratto, un taglio di 100 milioni al bilancio della sua società.
In Lombardia verrebbero a mancare 314 milioni di euro, circa il 37% dei contributi pubblici necessari al funzionamento del sistema. Dalle proiezioni della Regione, tenendo conto anche della relativa diminuzione di utenza, anche un aumento delle tariffe del 50% coprirebbe solamente poco più della metà del buco economico e provocherebbe una consistente perdita di utenza.
Non è pertanto irrealistico ritenere che, in queste condizioni, si innescherebbe una spirale di aumento dei costi unitari, insieme ad diminuzione della domanda di trasporto, tale da portare al fallimento molte aziende di trasporto pubblico. Ciò senza contare l’aumento dei costi sociali per il maggiore inquinamento e congestione stradale, l’aumento dei costi sanitari per l’aumento dell’incidentalità stradale con il relativo contributo anche in termini di vite umane, l’impatto drammatico sui bilanci famigliari e l’impossibilità per migliaia di pendolari di recarsi sul luogo di lavoro e di studio.
La soluzione prospettata dall’assessore Cattaneo sarebbe basata, con scarsa fantasia, su tre fattori: tagli ai servizi, aumento delle tariffe ed efficientamento, di cui i primi due evidentemente molto pesanti, mentre relativamente al terzo non sono state esposte molte idee. L’ipotesi di aumenti pesanti delle tariffe è talmente concreta che la Regione rinvierebbe l’adeguamento “fisiologico” annuale, stimato nel 2,39%, a tale occasione.
A nostro avviso, e i numeri presentati tendono a confermarlo, oltre che inaccettabile per le quantità ipotizzate, ciò non sarebbe tuttavia sufficiente per salvare il trasporto pubblico dal disastro. Occorre quindi trovare nuove o differenti fonti di risorse, oltre ad attuare modalità attente e virtuose di governo del sistema della mobilità nella sua interezza e di concertazione con gli utenti.
Innanzitutto riteniamo necessario riequilibrare il peso della manovra tra gli utenti del trasporto pubblico e di quello privato, agendo ad esempio sulle accise dei carburanti, sulle tariffe autostradali o ricorrendo al road pricing nelle aree urbane. Dati gli elevati numeri in gioco, sarebbe infatti possibile ricavare risorse significative senza che ciò pesi eccessivamente sul singolo individuo. Ulteriori risparmi si potrebbero ottenere con la revisione delle norme antiquate che appesantiscono la circolazione e i conti del trasporto ferroviario. Con la regionalizzazione delle linee ferroviarie secondarie si potrebbero inoltre semplificare ed alleggerire le modalità di esercizio, affidandone la gestione a privati mediante gara. Ci sembra anche naturale che i contratti di servizio, per legge imposti con Trenitalia, non avendo più i fondi statali ad essi associati debbano essere stracciati, affidando i servizi con gara europea. Per fare tutto ciò occorrono però nuove e più ampie deleghe alle Regioni.
In secondo luogo, riteniamo profondamente immorale che, quando ci saranno padri di famiglia che non potranno più recarsi al lavoro, si vadano a spendere enormi quantità di denari pubblici per infrastrutture legate e/o funzionali all’EXPO, molte delle quali di dubbia utilità. Il valore in gioco è talmente elevato (25 miliardi di euro), che basterebbe una piccola parte di questi soldi per riequilibrare i conti del TPL lombardo e anche nazionale. Occorre invece predisporre un Piano della Mobilità regionale che, con trasparenza, definisca le opere realmente necessarie e le relative priorità. Obiettivo del Piano dovrà anche essere quello di aumentare la velocità commerciale del mezzo pubblico per portarla ai livelli medi europei, aumentandone così la capacità di attrarre nuovi passeggeri.
L’eventuale rimodulazione dell’offerta deve poi essere attuata con trasparenza e una reale partecipazione da parte degli utenti al processo decisionale. Troppo spesso negli ultimi anni abbiamo assistito a decisioni dirigistiche sulla modifica degli orari, attuate senza adeguate motivazioni e a volte in netto contrasto con le esigenze dimostrate dei pendolari, mentre la partecipazione è stata spesso ridotta a mera (e parziale) comunicazione.
I pendolari non sono in linea di principio contrari, a fronte di comprovate necessità, ad ipotesi di ritocchi tariffari, ma devono prima essere stati raggiunti tutti gli obiettivi sopra esposti, nonché dovrà essere data la piena disponibilità e in dettaglio sia dei dati dei ricavi tariffari che delle strutture dei costi aziendali.
Rimaniamo quindi in attesa che la Regione ci fornisca delle risposte precise in merito a quanto sopra esposto. Non possiamo peraltro esimerci dal notare che non ci sembra che, da parte dell’assessore Cattaneo, sia stata compresa appieno la drammaticità della situazione e della conseguente opportunità di una maggiore disponibilità ed apertura nei confronti dei pendolari, che non sono un gruppo di rivoltosi ma leali cittadini, onesti lavoratori e padri di famiglia.
Se invece non vi sarà dunque un coinvolgimento reale ed operativo dei pendolari, con un programma di lavoro che riprenda le strategie sopra esposte, appare naturale conseguenza nei prossimi mesi una forte protesta, in Lombardia e in tutto il Paese, da parte di milioni di pendolari utenti del trasporto pubblico esasperati, ma anche determinati, perché spinti da una necessità di sopravvivenza.»
Milano, 31 luglio 2010
Aderiscono al Coordinamento dei Comitati Pendolari Regione Lombardia:
Comitato pendolari Milano-Lecco
Comitato pendolari Mandello
Comitato pendolari Calolziocorte-Valle S. Martino
Comitato MMML (Milano-Monza-Molteno-Lecco)
Comitato Pendolari Bergamaschi CPB
Comitato pendolari Rovato-Chiari-Rovato
Comitato pendolari LeNord www.ilpendolare.com
Comitato pendolari LeNord Milano-Asso
Comitato pendolari Merate
Comitato InOrario Milano-Mantova
Comitato Milano-Mortara
Comitato pendolari Tortona
Comitato Milano-Varese
Comitato Milano-Seregno Giorgio Villa
Legambiente Lombardia
lunedì 2 agosto 2010
Maggiore considerazione dei pendolari e differente gestione delle risorse
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