Cosa faranno i pendolari quando le tariffe aumenteranno e i servizi diminuiranno? - mi è stato chiesto. Non lo so e non posso saperlo, ma non penso ci sarà una rivolta mossa dal furor di popolo, ho visto troppe volte e troppo a lungo come agisce e reagisce il pendolare medio per contarci.
Intanto il Cattaneo, eletto, lui sì, a furor di popolo, offende gli interlocutori e i pendolari tutti con il suo aziendalese che dell’italiano e della buona creanza non ha più memoria e straparla di “efficientamento”, ovviamente non disgiunto dall’“adeguamento delle tariffe”.
Sono forse gli effetti del doppio ruolo che si trova a dover interpretare in quanto figura preposta al servizio pubblico e al contempo esponente della stessa parte politica promotrice dei tagli in tutti i settori. Diretta emanazione di questo governo, scudiero del feudatario locale e, a conteggi fatti, politico più popolare – se non potrà mantenere fede agli impegni presi in campagna elettorale potrà serenamente appellarsi alle cause esterne, proprio come le ferrovie quando compilano le loro statistiche dei ritardi, e tirare dritto facendo finta di nulla.
Qualcuno rileverà la contraddizione insita nel personaggio, ma a posteriori serve a pochino, dato che l’evidenza c’era già tutta al momento del voto e non è stata minimamente considerata dall’elettorato (composto chissà in quale percentuale da pendolari...).
Triste è anche il fatto che trovi interlocutori disposti a trattare su questo disastro, sguazzando anch’essi nel pantano delle terminologie in voga, da “razionalizzazione” a “riforme”, a “innovazione”. Pourparler. Senza mai alcuna assunzione di responsabilità.
Resta la sostanza: avremo (ancora) meno servizi ad un prezzo notevolmente più alto. Tutti tranquilli?
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