Promesse elettorali, Pm10 e mezzi pubblici
Intossicati dallo smog, per il ridurre il quale non si attuano provvedimenti, e non da oggi, perché come sappiamo generalmente Varese non viene inclusa fra le province che superano la soglia di allarme per l’inquinamento (e conseguentemente nessuna iniziativa viene messa in atto) e non figura mai quando i tg danno il resoconto dei piani di intervento in Lombardia durante le emergenze, e ora anche dalle promesse elettorali, occasione di accuse reciproche fra schieramenti che molto hanno in comune, a partire dalla condivisa adesione all’utilizzo dell’auto, ma per ovvi motivi non possono evitare di porre sul tavolo la questione del trasporto pubblico e dei pendolari.
Quanto il problema dello smog e quello dei mezzi pubblici siano strettamente connessi sembra evidente, ma purtroppo riguardo al primo, caduti i tentativi di minimizzarlo come si è fatto finora, ascoltiamo il sindaco rimandare la responsabilità ad una sfera più alta della politica, tentando così di spostarla da quella più circoscritta sottoposta alla sua, di responsabilità; il secondo offre un tema di discreta risonanza che dovrebbe servire ad aprire una discussione più ampia anche a livello istituzionale. Dovrebbe.
Ora, il PD trova un facile argomento nel denunciare la situazione in cui versano le ferrovie, mentre Cattaneo rivendica gli investimenti fatti snocciolando cifre. Dove questi investimenti siano finiti il pendolare lo può forse intuire, poiché non riesce proprio a scovare effettive migliorie al servizio. Non si giova delle nuove divise e dei tornelli, non troppo neppure dei nuovi treni, i quali, fatta salva qualche rara eccezione, non si vedono quasi mai circolare. Qualche intervento sulla linea, lo scavo di tunnel e l’apertura di nuove stazioni, ma nessuna revisione dell’orario volta ad aumentare la frequenza dei treni, puntualità scarsa (15 minuti di media questa settimana, ogni mattina), materiale, appunto, sempre il medesimo, magari sottoposto ad un restyling palliativo, e, per molti, il viaggio in piedi. E poi poco personale, poche biglietterie aperte, innumerevoli obliteratrici guaste, come sovente le porte dei treni.
L’apertura di cantieri – ferroviari ma soprattutto stradali – favorisce l’economia e la circolazione di denaro lungo percorsi tangenziali (in senso proprio e lato) che non riguardano i pendolari; c’è come uno strabismo e una cattiva mira nell’indirizzare gli investimenti, qualora l’obiettivo, almeno a parole, sia il miglioramento del servizio pubblico.
Alla guida della Regione sta ormai da svariati lustri sempre la stessa area politica, con qualche avvicendamento all’assessorato ai trasporti a misura dell'indice di gradimento alle più alte cariche, perciò suona stonato il vanto dell’attuale assessore dei risultati raggiunti che, a onor del vero, sono pochini.
Le ultime dichiarazioni di Cattaneo delineano un’accelerazione negli interventi, presentati come tanti e tali mano a mano che si fa più pressante la scadenza elettorale; ci viene fornita una fitta programmazione di progetti e piani di sviluppo, dai quali però appare in tutta la sua vistosità il ritardo con cui sopraggiungono e la negligenza di cui hanno sofferto finora. Il fatto che ci sia ancora tanto da programmare non fa che denunciare l’inerzia e le manchevolezze viste fin qui. Ancora tocca sentir parlare di segnali di volontà della Regione, obiettivi e impegni declinati al futuro – la domanda resta sempre la stessa: cosa è stato fatto finora? Il continuo rilancio sulle cifre da investire è astratta contabilità, e non sembra fuori luogo temere che la contesa sulla futura gestione delle risorse non avrà ricadute positive e concrete sulla quotidianità dei pendolari.
Un grande lavoro resta da fare, su questo non c’è dubbio.
giovedì 28 gennaio 2010
Emergenza inquinamento
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