giovedì 17 dicembre 2009

Sottozero

Bei momenti ieri sera alla stazione di Vedano Olona, grande riunione di pendolari appiedati a causa di un tentativo di attraversamento dei binari in coincidenza con il passaggio del treno. Mancava solo del vin brulé o una grolla dell’amicizia per suggellare l’appuntamento. Il ritrovo ha riunito i viaggiatori del 1071 e dei giornalieri 73 e 75. Il primo era coinvolto nell’incidente, l’ultimo ha terminato la corsa a Tradate e il 73 in ritardo ha alla fine accolto tutti quanti, carico all’inverosimile per la grande partecipazione degli intervenuti. Che dapprima hanno trascorso ignari una rilassante sosta sul treno, cominciando a socializzare con i vicini, quindi, dopo aver ricevuto dalla viva voce del capotreno (no interfono, no party) qualche spiegazione, si sono distribuiti lungo la banchina, conversando con altri sconosciuti. Una falsa notizia li ha richiamati in vettura, ma dopo soltanto una decina di minuti una successiva comunicazione ha riportato tutti quanti en plein air a godersi il fresco notturno. La vivacità del conversare aumentava mano a mano che passava il tempo – e ne è passato parecchio – così come la varietà delle suonerie dei telefonini e l’intensità delle chiamate. Ancora più gente a Varese, il piazzale strapieno di parenti e amici automuniti che attendevano impazienti. Nemmeno tre ore passate insieme, e poi tutti a casa.

mercoledì 16 dicembre 2009

"Ridateci i nostri treni"

L’ira dei pendolari dopo l’Alta Velocità, il "Corriere della Sera" (16 dicembre 2009).
Sui fatti di Bergamo le cronache locali riportano una diversa versione:
Pendolare aggredito da dirigente Fs. La verità nelle riprese delle telecamere, "Il Giorno" - Bergamo (16 dicembre 2009).


Eurostar, puntualità e rimborsi. Ecco le nuove regole di Trenitalia, "la Repubblica" (14 dicembre 2009).

venerdì 11 dicembre 2009

Centesimi

“Un centesimo in più al chilometro per ogni pendolare” propone Mauro Moretti amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato. Un euro ogni cento km, e il totale, bontà sua, conservato in un fondo destinato esclusivamente al miglioramento delle linee pendolari. Ma non ci hanno sempre raccontato che c’erano investimenti già destinati a questo scopo?
Il servizio non c’è, ma si comincia sempre dal chiedere soldi agli utenti. Che già pagano l’alta velocità e i faraonici progetti delle grandi opere.
Si ammette che l’incasso è stato trattenuto per pagare le spese o gli stipendi o chissà che, a discrezione, poi ci si può davvero stupire che i treni pendolari facciano sempre più schifo?
“Un centesimo per ogni minuto di ritardo” questa è la proposta! Seguiamo l’ordine giusto: prima si risarciscono i pendolari per il danno subito ogni giorno, da anni. Allora l’ammodernamento delle linee e dei convogli guadagnerebbe posti nella classifica delle priorità?
Sembra poco al singolo, però: ieri mi sarebbero spettati circa 20 centesimi, sommando il ritardo dell’andata e del ritorno. In una settimana qualche euro me lo troverei in tasca. E quanti pendolari erano ammassati sui medesimi treni?
Non ci si ripagherà la perdita in termini di tempo né tantomeno l’erosione in busta paga, ma sarebbe una discreta soddisfazione.



La dichiarazione di Moretti sul "Corriere della Sera" (10 dicembre 2009)
Sull’alta velocità:
Alta velocità: aumentano (tutti) i prezzi, il "Corriere della Sera" (11 dicembre 2009);
tratta Bologna - Firenze associazione Idra, (5 dicembre 2009)
Ad alta velocità, ma a bassa sicurezza, “il manifesto” (4 dicembre 2009)

giovedì 10 dicembre 2009

Please do it


















(l'intera campagna sul sito della metropolitana di Tokyo. L'autore).

giovedì 3 dicembre 2009

Rapporto Legambiente: Pendolari, un treno su tre in ritardo

Oltre un convoglio su due tarda più di 5 minuti (59% a Milano Cadorna-Ferrovie Nord e 57% a Milano Centrale).
Pendolaria 2009: I dati dei ritardi dei treni, Milano in testa (ai ritardatari).


Sporchi, sovraffollati e ora anche i più ritardatari d'Italia. I treni lombardi incassano un brutto colpo dal monitoraggio effettuato da Legambiente nelle principali stazioni italiane sui treni pendolari. Si concentrano infatti nelle stazioni di Milano Cadorna e Milano Centrale i più frequenti disagi per i pendolari, con il più alto numero di treni in ritardo rispetto alle altre stazioni italiane. E quindi se in Italia un treno pendolare ogni tre arriva in ritardo, a Milano succede ben più spesso, oltre un convoglio su due infatti tarda più di 5 minuti. Situazione spiegabile anche con l'alto livello di congestione in rapporto alla scarsa dotazione di chilometri di rete ferroviaria in Lombardia. Se infatti in Piemonte esiste un chilometro di binari ogni 2200 abitanti, in Lombardia invece il rapporto è di 1 Km ogni 5200 abitanti: un po' poco per la regione più ricca e popolosa d'Italia. E’ questo il risultato di una indagine svolta da Legambiente nell’ambito della campagna Pendolaria 2009 e realizzata grazie al puntuale monitoraggio effettuato dai volontari in 13 stazioni di 11 città capoluogo di provincia, tra il 23 e il 27 novembre, nella fascia oraria 7.00 – 9.00 del mattino, per tre giorni consecutivi.
“La Lombardia si conferma una regione poco efficace nello sviluppo di una offerta di mobilità collettiva efficiente, affidabile e competitiva – dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia – si possono fare grandi proclami e dichiararsi paladini della lotta allo smog, al traffico e alle emissioni di gas serra, ma poi bisogna passare ai fatti, e i risultati delle politiche per il trasporto pubblico lombardo sono deludenti, denotando ritardo sia negli investimenti ferroviari che nel miglioramento del materiale rotabile e della qualità del servizio”.
L'inaffidabilità del trasporto ferroviario è sicuramente una delle cause dello stato di congestione delle strade che si immettono a Milano, dove la rete autostradale è utilizzata prevalentemente da lavoratori che vi percorrono tratti molto brevi, in media nel raggio di 18-20 km dall'anello tangenziale: si tratta dunque di traffico che, in qualsiasi altra metropoli europea, verrebbe intercettato dal servizio pubblico.
I numeri
Venendo ai numeri dei ritardi, su 95 treni monitorati in Stazione Cadorna – Ferrovie Nord, il 59% ha registrato un ritardo di almeno 5 minuti. In Stazione Centrale, su 93 treni controllati il 57% aveva oltre 5 minuti di ritardo. Bisogna dire però che nella stazione gestita da Ferrovie Nord si è registrato il minor ritardo medio (8 minuti, contro 11 in Stazione Centrale): si tratta quindi di un disagio generalizzato e 'spalmato' su quasi tutti i treni in arrivo nel terminal di Piazza Cadorna, che con soli 10 binari è la stazione di testa con la più alta intensità di utilizzo dei binari quanto a frequenza di arrivi e partenze. A livello nazionale invece, su 1216 treni monitorati, 430 (pari al 35% del totale) hanno registrato un ritardo superiore ai 5 minuti. 410 sono i convogli arrivati con un ritardo compreso tra uno e quattro minuti, mentre solo 374 treni (pari al 31% del totale) sono giunti in orario.
I problemi
Sempre in affanno dunque il trasporto pubblico locale in Lombardia. Situazione difficile a cui ha contribuito l'avvio dell'alta velocità che ha di fatto congestionato i fasci di binari in ingresso alla stazione Centrale di Milano. E le cose non miglioreranno quest'anno visto che il numero di treni veloci che ogni giorno entrano nella principale stazione milanese è destinato ad aumentare passando da 54 a 70. Questo comporterà che altri treni pendolari dovranno essere deviati in stazioni periferiche con tutti i disagi che ne conseguono per i viaggiatori. Ma più ancora che il dato dei ritardi, un altro elemento segnala la condizione di grave arretratezza in cui versa l'intero sistema della mobilità collettiva in Lombardia: è la mancanza di integrazione tariffaria (tra FS, ATM, FNM e Autolinee extraurbane), denunciata da Dario Balotta, esperto di trasporti di Legambiente Lombardia: “Siamo l'unica regione europea priva del biglietto unico integrato e mancante di una efficace programmazione che includa sia i servizi urbani che quelli extraurbani. Di fatto in Lombardia ogni azienda di trasporto locale effettua i servizi seguendo una logica aziendale e non sulla base dei reali bisogni e su una programmazione realizzata da Regione Lombardia o da una Autority dei trasporti”.

Se vuoi, puoi firmare la petizione di Legambiente per avere più treni pendolari.

(L'intera tabella sul sito di Legambiente).









Milano Cadorna - Ferrovie Nord
Treni in orario 10
Treni con ritardo entro i 5 minuti 28
Treni con ritardo dai 5 minuti 56
Percentuale treni in orario 11
Percentuale treni in ritardo entro i 5 minuti 30
Percentuale treni in ritardo dai 5 minuti 59
Ritardo medio dei treni in ritardo dai 5 minuti 8
Totale treni monitorati 95

Manifestazione dei pendolari. Torino, 5 dicembre

Per l’equità dei finanziamenti per la bassa velocità. Per il diritto di accesso dei treni pendolari sulle nuove tratte ferroviarie AV/AC

COMUNICATO STAMPA

Il Coordinamento dei Comitati Pendolari della Lombardia partecipa alla manifestazione che si terrà sabato 5 dicembre a Torino, alla stazione di Porta Nuova, dei pendolari piemontesi e di tutta Italia.
La manifestazione ha lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica ed il mondo politico per chiedere una maggiore equità nella ripartizione dei finanziamenti infrastrutturali, che devono essere prioritariamente dedicati all'ammodernamento delle linee ferroviarie a "Bassa Velocità", la rete del mondo reale utilizzata dalla stragrande maggioranza degli utenti ferroviari.
Mentre solidarizziamo con i pendolari del Centro Italia espulsi dalla direttissima Roma-Firenze, chiediamo l'apertura delle nuove linee ad Alta Velocità/Alta Capacità, finanziate con i soldi dei contribuenti, anche al traffico regionale ed interregionale.
Solo mediante un utilizzo intensivo delle nuove linee, aprendole a tutte le categorie di treni e utilizzatori, incluse le merci, e non solo ad una ristretta élite che può permettersi le elevatissime tariffe praticate da Trenitalia, sarà possibile il rientro degli ingenti finanziamenti sostenuti e il perseguimento dello scopo per cui sono state realizzate.
Ciò significa che le nuove tratte, perché siano economicamente ammortizzabili e producano reddito, devono essere percorse da centinaia di treni al giorno di ogni tipo e categoria, e non da meno di dieci corse esclusivamente AV, come invece accade ora sulla Milano-Torino.
In proposito, i pendolari di varie regioni hanno sviluppato specifici progetti, che le amministrazioni competenti continuano ad ignorare.
L’utilizzo delle nuove tratte ferroviarie AV/AC deve andare a beneficio di tutti e non di pochi.
Se ciò non fosse tecnicamente possibile da subito e senza costi aggiuntivi, ciò costituirebbe un grave errore progettuale, per il quale chiediamo l'individuazione dei responsabili, cui dovranno essere attribuiti i costi per gli adeguamenti necessari al raggiungimento dei veri obiettivi del progetto di Alta Capacità.

Appuntamento pertanto a Torino, sabato 5 dicembre, alla stazione di Porta Nuova, dove i pendolari, alle 9.00 in avanti, sfileranno con indosso la documentazione fotografica dello sfascio in cui versano le ferrovie del mondo reale della quotidianità di 2.000.000 di pendolari.

Milano, 2 dicembre 2009

COORDINAMENTO DEI COMITATI PENDOLARI REGIONE LOMBARDIA

mercoledì 2 dicembre 2009

Archiviamolo

Il governatore della Lombardia Formigoni ha ricevuto un avviso di garanzia relativamente ad una inchiesta su ambiente e inquinamento. Sono coinvolti anche il sindaco Moratti e il presidente della Provincia Podestà. Il Formigoni lo annuncia con tono di sfida, precedendo la notizia, come sentendosi un po’ superiore alla legge (un virus più pericoloso dell’influenza), e prevedendo anche lo svolgimento delle indagini; una sola dichiarazione per provare a screditare, prima ancora che cominci, il lavoro degli inquirenti che perdono tempo interessandosi all’operato dei potenti e pronosticare sprezzantemente una archiviazione.
La denuncia, che e si deve al Codacons, risale al 2007 e si basa sui dati raccolti dal CNR sullo smog in varie città italiane e sulle morti causate dall’inquinamento da Pm10. La frequenza e l’intensità dei ricorsi alle strutture sanitarie per patologie collegate alla qualità dell’aria hanno fatto riaprire il caso.
L’ipotesi di reato dice che la giunta della Regione Lombardia non ha impedito che venissero superati i livelli di smog previsti dalla legge.
Ora, si può dissentire sull’ammissibilità di questi livelli, forse troppo permissivi, ma non sposta la questione dall’inadempienza della Regione e dalla incapacità progettuale degli amministratori di una città come Milano. Che ha introdotto l’ecopass, (eco- abbrevia “economico”, non “ecologico”) disponendo un ostacolo conveniente alle casse comunali, senza spostare una sola auto dalle strade.
Allo stesso modo nulla è stato fatto per il trasporto pubblico, come ben sappiamo; il disagio patito quotidianamente dai pendolari si inscrive coerentemente in questo avviso di garanzia.
Non è realistico aspettarsi qualche positivo effetto collaterale delle ferventi manovre speculative in vista dell’Expo, ma neppure opportuno credere che la nuova società di gestione avviata con Trenitalia apporterà benefici. Lo conferma la “guerra fra treni poveri” in atto: la assoluta predominanza dell’alta velocità ha già cominciato a sacrificare il traffico regionale e interregionale. Questo è l’obiettivo dichiarato delle ferrovie dello stato.
Meno treni e più lenti. Siamo coinvolti anche noi – noi che in molti tratti viaggiamo lungo un solo binario, che resterà triste e solitario.