mercoledì 2 dicembre 2009

Archiviamolo

Il governatore della Lombardia Formigoni ha ricevuto un avviso di garanzia relativamente ad una inchiesta su ambiente e inquinamento. Sono coinvolti anche il sindaco Moratti e il presidente della Provincia Podestà. Il Formigoni lo annuncia con tono di sfida, precedendo la notizia, come sentendosi un po’ superiore alla legge (un virus più pericoloso dell’influenza), e prevedendo anche lo svolgimento delle indagini; una sola dichiarazione per provare a screditare, prima ancora che cominci, il lavoro degli inquirenti che perdono tempo interessandosi all’operato dei potenti e pronosticare sprezzantemente una archiviazione.
La denuncia, che e si deve al Codacons, risale al 2007 e si basa sui dati raccolti dal CNR sullo smog in varie città italiane e sulle morti causate dall’inquinamento da Pm10. La frequenza e l’intensità dei ricorsi alle strutture sanitarie per patologie collegate alla qualità dell’aria hanno fatto riaprire il caso.
L’ipotesi di reato dice che la giunta della Regione Lombardia non ha impedito che venissero superati i livelli di smog previsti dalla legge.
Ora, si può dissentire sull’ammissibilità di questi livelli, forse troppo permissivi, ma non sposta la questione dall’inadempienza della Regione e dalla incapacità progettuale degli amministratori di una città come Milano. Che ha introdotto l’ecopass, (eco- abbrevia “economico”, non “ecologico”) disponendo un ostacolo conveniente alle casse comunali, senza spostare una sola auto dalle strade.
Allo stesso modo nulla è stato fatto per il trasporto pubblico, come ben sappiamo; il disagio patito quotidianamente dai pendolari si inscrive coerentemente in questo avviso di garanzia.
Non è realistico aspettarsi qualche positivo effetto collaterale delle ferventi manovre speculative in vista dell’Expo, ma neppure opportuno credere che la nuova società di gestione avviata con Trenitalia apporterà benefici. Lo conferma la “guerra fra treni poveri” in atto: la assoluta predominanza dell’alta velocità ha già cominciato a sacrificare il traffico regionale e interregionale. Questo è l’obiettivo dichiarato delle ferrovie dello stato.
Meno treni e più lenti. Siamo coinvolti anche noi – noi che in molti tratti viaggiamo lungo un solo binario, che resterà triste e solitario.

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