giovedì 5 novembre 2009

A Trenitalia piace "vincere facile", e la Regione è d'accordo

Coordinamento delle Associazioni dei Consumatori e dei Comitati dei pendolari ferroviari della Lombardia

COMUNICATO STAMPA

Nonostante le mirabolanti promesse di inizio agosto fatte dall'assessore Cattaneo, a seguito del raggiunto accordo della Regione Lombardia con i vertici delle F.S., i pendolari continuano a subire pesanti disservizi.
Vi sono linee in cui ormai sono normali ritardi di oltre 30', le soppressioni si ripetono con frequenza impressionante, quasi sempre senza servizi sostitutivi e spesso senza alcun annuncio. Carrozze chiuse, fredde o buie e composizioni tagliate costituiscono la quotidianità.

Anche l'incolumità fisica dei viaggiatori è messa a rischio da guasti e malfunzionamenti, come alcuni recenti episodi hanno evidenziato, mentre non si fa nulla per igienizzare le carrozze, aumentando il pericolo di infezioni mentre l'influenza "H1N1" dilaga in Lombardia.

Eppure, soprattutto in questo periodo di crisi economica, per molti lavoratori la possibilità di mantenere il posto di lavoro dipende proprio dall'affidabilità del trasporto ferroviario.

Nonostante lo sbandierato accordo del 7 agosto sul Contratto di Servizio, nessuno ha saputo spiegare ai pendolari perché i bonus maturati, sospesi unilateralmente da Trenitalia da un anno e mezzo, continuino a non essere erogati.

Tutti sanno quanto il Contratto di Servizio sia fondamentale per stabilire delle regole in merito alle modalità di realizzazione dei servizi ferroviari, con le relative sanzioni in caso di inadempienza, e quanto gli standard qualitativi in esso definiti si riferiscano ad aspetti del servizio non certo opzionali, come la puntualità, le soppressioni, il riscaldamento, le informazioni ecc.

Ebbene, al di là delle promesse sussiste un dato di fatto, e cioè che il famoso "accordo di agosto" tra Trenitalia e Regione Lombardia prevede che l'ammontare massimo delle penali corrisponderà al 2% del contratto di servizio, ovvero il medesimo che vigeva nell'ormai lontano 2004.
Visto che nel 2007 l'ammontare massimo delle penali era invece pari al 4%, ciò significa che Trenitalia, per i disservizi, rischia oggi molto meno rispetto a 2 anni fa.

Anche gli standard di puntualità previsti per i prossimi mesi sono i medesimi di 5 anni fa, e peggiorativi rispetto al 2007 di almeno due punti percentuali.

Da queste considerazioni consegue inevitabilmente che ogni speranza di miglioramento è affidata semplicemente alla "buona volontà" di quel Gestore ferroviario a proposito del quale lo stesso assessore regionale Cattaneo ha affermato che "mette in discussione la dignità delle persone prima ancora che la qualità del servizio".

Ma non finisce qui. L'adozione di standard di riferimento iniziali così bassi, che dovrebbero essere stati acquisiti con gli ultimi contratti, rientra in realtà in una manovra per ottenere indici di miglioramento qualitativi che si potranno facilmente tradurre, grazie ai meccanismi automatici di adeguamento decisi dalla Giunta regionale, in incrementi tariffari non corrispondenti a effettivi miglioramenti del servizio.

Dietro a tutto questo si può nascondere anche una manovra per sterilizzare il confronto con i rappresentanti degli utenti "sull'adeguatezza dei parametri qualitativi e quantitativi sul servizio".

Infine, ma non per ultimo, non è certo confondendo i ruoli con la nuova società unica regionale TLN, in cui la Regione diverrà controllore e controllato, che sarà sufficiente per realizzare dei servizi ferroviari adeguati alle esigenze dei cittadini lombardi. Ma su questo argomento ritorneremo prossimamente.

Milano, 30 ottobre 2009

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